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Pisa

Inceneritore, Medicina Democratica: «La Procura apra un’inchiesta»

Inceneritore, Medicina Democratica: «La Procura apra un’inchiesta»

Per l’associazione la Regione deve abbandonare questa strada in Toscana

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PISA. Sulla vicenda dell'inceneritore di Pisa, Medicina Democratica chiede «alle istituzioni ed alla Procura di Pisa di aprire un'inchiesta che faccia finalmente chiarezza sulle responsabilità». In una nota, Md chiede »inoltre alla Regione Toscana, di abbandonare definitivamente la strada dell'incenerimento dei rifiuti che, oltre a rappresentare un costoso spreco di risorse, brucia irrimediabilmente la salute delle popolazioni presenti e delle generazioni future». «Ancora una volta - si legge nella nota - l'Arpat certifica che dall'inceneritore di Pisa fuoriescono sostanze altamente cancerogene come diossine, furani ed IPA in misura superiore ai limiti di legge, fermo restando che per un cancerogeno non esiste un limite, per quanto infinitesimo, al di sotto del quale non vi sia rischio oncogeno per la o per le persone esposte, come è pacificamente noto agli studiosi (oncologi, tossicologi, biochimici, igienisti e medici del lavoro, epidemiologi. L'unico limite scientificamente valido per la tutela della salute è quello corrispondente al valore zero. A Pisa era già successo nel 2010 e di nuovo nel 2011: in quest'ultimo caso entrambe le linee avevano superato i limiti di emissione di diossina. Tuttavia, senza preoccuparsi dei pericoli a cui veniva sottoposta la popolazione, l'inceneritore non fu spento immediatamente, come stabilisce la normativa di settore, ma fu mantenuto acceso per diversi giorni, continuando a spargere assai più del consueto veleni nell'aria che respiriamo, nei cibi che mangiamo, nell'acqua che beviamo. La violazione delle norme a tutela della popolazione - prosegue Md - fu denunciata alla Procura della Repubblica di Pisa da alcuni abitanti delle zone limitrofe all'inceneritore, ma ad oggi nessuna risposta è stata data ai querelanti, da cui si può supporre che il procedimento sia stato ormai archiviato».

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