Il giovane cattolico con la passione per trenini e politica
Ha 27 anni, ma si interessa alla cosa pubblica da quando ne aveva 13. Una candidatura al Parlamento poi ritirata
PISA. Un giorno si beccò una multa perché girava in auto con un falso lampeggiante. Piccole incertezze di gioventù. Come quando si disimpegnò dalla candidatura alla Camera in polemica con gli alleati e con i matrimoni gay. Emanuele Guidi, ha solo 27 anni, ma si è già dato da fare in politica e ora si candida a sindaco in solitario con una lista di soli giovani, dopo essere stato a un passo dall’inclusione nella coalizione di Marco Filippeschi: «Il sindaco era disponibile alla presenza della nostra lista, ma altre forze non volevano il nostro simbolo perché hanno avuto paura di perdere percentuali». Gli alleati, sempre loro: molti ricordano infatti le dimissioni di Guidi dal Centro democratico; era l’inizio dell’anno e il suo nome compariva tra i candidati a deputato nella formazione di Bruno Tabacci. Bene, a quei tempi «ci fu un ingresso massiccio di uomini e temi di Idv nella campagna elettorale: io sono d’accordo per l’estensione dei diritti individuali e non sono nessuno per giudicare» è la premessa. Anzi, Guidi ritiene «giusto dare agevolazioni per convivenze a persone che si vogliono bene»; ma è contro l’equiparazione delle nozze e accusa l’Idv di aver fatto «una mossa propagandistica solo per prendere il voto: perciò mi sono dissociato pubblicamente nella maniera più opportuna». Nella vita privata (termine che a lui non piace perché Guidi fa politica da quando aveva 13 anni), il candidato ha studiato allo scientifico Dini: appena maggiorenne vinse un viaggio premio al Parlamento europeo grazie a un tema sui valori e gli obiettivi per «l’Europa domani». Poi è passato all’Università di Pisa, dove ha conseguito una laurea specialistica in Economia e finanza; ma al primo anno con un amico volle dimostrare la sua «passione per le istituzioni: siccome le auto blu ne sono un po’ il simbolo», pensò di acquistare un lampeggiante giocattolo, lo accese (emetteva solo luce, non suoni) e fece un giro intorno all’isolato di casa mia. Quando si dice la fortuna: «Mai vista polizia lì a quell’ora. Invece ci beccarono, ma ci trattarono bene, chiamando “bravata” la nostra performance». E appioppando una multa di oltre cento euro. Guidi, inoltre, ha praticato atletica e nuoto per diversi anni, è appassionato di modellismo ferroviario e al momento è titolare di una borsa di studio dal titolo “Governance economico- finanziari degli enti e società regionali”: a Firenze, nell’ufficio programmazione e controllo della Presidenza della Regione, studia come ridurre le risorse pubbliche inutilizzate. Guidi vive in una famiglia di laici del terzo ordine domenicano, ma specifica: «Non credo sia corretto chiedere il voto in base a una fede». Eppure non ha mai perso il sogno dell’unità politica dei cattolici, che vede come una priorità. Tra i vari incontri che ha avuto per lanciare la sua lista, c’è pure quello con il «cittadino Benotto»: l’arcivescovo ha ricevimenti pubblici ogni venerdì mattina e il candidato sindaco lo è andato a trovare: «L’unica cosa che ha detto è che è bene che i giovani si interessino di politica, concetto peraltro già espresso dalla Cei. Per il resto ha preso atto di ciò che ho raccontato della mia esperienza politica e delle mie impressioni». Guidi preferisce non aggiungere altro: «Non vorrei che l’arcivescovo fosse erroneamente trascinato nella campagna elettorale».
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