Il Tirreno

Pisa

Torna il Gioco del Mulino La sfida sarà fra otto squadre

di Pierluigi Ara

Torna in pista, preceduta da un corteo storico, la prova di forza dopo il restauro della macina Alle stanghe di ferro si fronteggiano due formazioni per volta: chi perde verrà colpito dalla farina

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CALCI. Torna domenica con tutto il suo fascino il Gioco del Mulino. Alle 18 l’inizio della battaglia, preceduta dal corteo storico con costumi tardo cinquecenteschi, che alle 16.30 muoverà dalla palestra di via del Natali (dove si sono svolti gli allenamenti) per attraversare il centro del paese e arrivare alla pieve romanica dove sarà impartita la benedizione alle bandiere con don Luca in rappresentanza di don Antonio Cecconi.

C’è tanta voglia di rivedere i mugnai, grandi protagonisti della singolare tenzone. Nella spettacolare diffida impegnati i combattenti della... farina, espressione degli otto quartieri della Vallegraziosa. Incertezza, attesa e speranza in un contesto di sana rivalità. Nessun pronostico in questa frenetica antivigilia. La notizia importante, al di là del rione di appartenenza, è quella che si rispolvera il Gioco del Mulino in piazza Garibaldi. Riparte la manifestazione che, unica in Italia, vede il revival di uno degli antichi mestieri, l’attività legata alla trasformazione del frumento negli opifici. All’ombra del Serra e della Verruca, fino a qualche anno fa, erano oltre 100 i molini ed i frantoi, azionati dalla forza motrice sprigionata dai corsi d’acqua, che scendevano giù dal monte pisano. Un passato importante quando non c’era in giro un disoccupato perché la farina, così come l’olio, rappresentava il volano dell’economia locale con ricaduta positiva sul piano di Pisa. Di recente il molino è stato completamente ristrutturato grazie all’ingegno e alla sagacia personale del giovane magistrato Daniele Cionini.

Proprio Cionini, con gli stretti collaboratori, commenta entusiasta: «Abbiamo incassato l’apprezzamento delle istituzioni, capaci di recepire il significato dei nostri sacrifici. La manifestazione merita i riflettori ben oltre i confini del territorio per divenire evento di spessore nazionale. Tra l’altro ci siamo mossi per coinvolgere anche i ragazzi delle scuole. Pensiamo al domani e, intanto, si potrà assistere gratuitamente allo spettacolo».

Sulla stessa lunghezza d’onda Nello Pellinacci, condottiero inossidabile della squadra di Calci al Gioco del Ponte. Della rivalità tra Tramontana e Mezzogiorno il Gioco del Mulino è in parte quasi anticipazione. In campo per i rioni le otto squadre di tre mugnai ciascuna: La Pieve, La Gabella, La Corte, Castello, Corte Grande, Castelmaggiore, Nicosia e Montemagno. Alle stanghe di ferro contrapposte si oppongono due formazioni per volta. Il gruppo che retrocede oltre un certo limite angolare si guadagna in faccia un getto abbondante di farina. È il segno della sconfitta. Poi nel partecipato dopocena, sotto il tendone accanto al municipio, festa fino a notte inoltrata con vincitori e vinti accomunati insieme dal vincolo dell’amicizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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