Chi ha fatto l’arbitro non si spaventa per la corsa a sindaco
Lazzeroni corre con l’Udc per la poltrona di primo cittadino I frati, l’Erasmus “alcolico”, il master. Ora lavora in Regione
PISA. La passione per la politica se la batte con quella per lo sport. E comunque, dopo aver incassato insulti quando faceva l’arbitro, figuriamoci se poteva spaventarlo la competizione elettorale. Carlo Lazzeroni, pisano di 39 anni, sulla scheda elettorale è il nono di nove candidati a sindaco (l’ordine dipende dal sorteggio). Sposato con Chiara, ha un figlio di 3 anni e mezzo, che si chiama Pietro. Corre con l’Udc a cui è arrivato dopo un percorso politico lineare, ma atipico: il suo impegno comincia, infatti, con la Gifra, gioventù francescana, all’età di 15 anni. Prima però vediamo la sua vita privata. Ha studiato scienze politiche a Pisa, con un anno di Erasmus a Galway in Irlanda nel 1997/98 durante il quale ha visto correre «birra a fiumi». Ha fondato varie associazioni sportive e non solo; attualmente, oltre a lavorare in consiglio regionale, è anche osservatore arbitrale a livello nazionale per la federazione che riunisce i “giudici” di calcio. E cominciare (sempre a 15 anni) ad arbitrare sui campetti è stata «una palestra di vita». Inoltre, Lazzeroni ha anche un passato da pendolare tra Pisa e Torino: dopo un master in analisi politiche pubbliche diretto da Luigi Bobbio nella città della Mole, è stato dal 2001 al 2004 alla direzione della sezione “Rapporti con il territorio” del Comitato olimpico che ha organizzato le olimpiadi invernali di Torino nel 2006. La politica, dunque. Tutto comincia «in ambiente cattolico francescano con un cammino di fede che ti spinge anche a impegnarti», spiega il candidato: marce pacifiste e volontariato sono pane quasi quotidiano. Ma i tempi sono i meno indicati per entrare in politica: siamo in piena Tangentopoli «e avevo un po’ d’allergia a schierarmi; come molti giovani volevo fare il battitore libero». La decisione arriva nel 2001: dopo nove anni di «politica nel sangue, la prima appartenenza è il Ccd», che due anni dopo si fonde con il Cdu dando vita all’odierna Udc. Lazzeroni si mette in mostra e diventa subito responsabile regionale per i giovani, con un posto anche in direzione nazionale. Nel 2009 raggiunge la presidenza del circolo Liberal, area culturale di Ferdinando Adornato. In parallelo scorrono tutte le passioni che non lo abbandonano mai: il calcio, in primo luogo. Smette di giocare, perché si frattura una gamba e si reinventa arbitro fino all’Eccellenza. Ma è tutto lo sport ad affascinare Lazzeroni: dall’anno scorso è direttore tecnico del Csi, Centro sportivo italiano; e ha fondato l’associazione “Pisa bocce”, che pratica la disciplina Petanque, con biglie di metallo e lanci da fermo. Altro interesse è l’associazionismo cattolico: Lazzeroni è cofondatore del centro Pellicano di tutela per l’infanzia e la famiglia. Insomma, la sua formazione lo influenza: «Sono cresciuto dai frati». Ma gli input non mancano: l’Erasmus, appunto, «mi ha riportato su un terreno diverso, poiché è un mondo a sé. Vivevo in un campus con gente di tutto il mondo e con feste tutte le sere». Una differenza con Pisa? «Qui ci sconvolgiamo per la movida notturna, ma a san Patrizio c’erano persone ubriache anche alle 11 del mattino». E a forgiare il carattere ha contribuito anche la vita sui campi di calcio: «L’arbitro è un giudice e questa cosa forma tantissimo e ti dà il senso della giustizia; certo all’inizio sbagli molto, ma in buona fede e il pubblico ti offende. Il mio babbo era sconvolto, ma devi resistere e non cedere alla tentazione di smettere».
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