Il presidio
Barbaricina, il Prc dichiara guerra all’elettrodotto
Federico Oliveri, leader cittadino: «L’intervento fatto dal Comune non ha ridotto l’inquinamento, la soglia di tutela dalle emissioni non è stata raggiunta»
PISA. Rifondazione comunista riaccende i riflettori sul problema dell’inquinamento causato dall’elettrodotto di Barbaricina e chiede che l’amministrazione comunale si assuma la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini.
«L’intervento di mitigazione effettuato l’estate dello scorso anno, in realtà, non ha ridotto l’inquinamento elettromagnetico nella zona di Barbaricina – spiega Federico Oliveri, coordinatore cittadino del Prc – perché la soglia di tutela dalle emissioni non è stata raggiunta».
Infatti, il valore di riferimento che gli studi indicano come “soglia di tutela da possibili effetti sanitari derivanti dall’esposizione a lungo termine”, così come sostenuto dal Dipartimento di Prevenzione dell’azienda Usl 5, è di 0,2 microtesla e, nonostante la relazione finale di Arpat dia un giudizio positivo sull’intervento fatto nel 2012, i valori finali sono risultati ancora superiori a questo parametro. L’annosa questione dell’elettrodotto, del quale è gestore Terna, risale al 1995 quando era ancora di proprietà dell’Enel.
«I lavori fatti da Terna per ridurre le radiazioni non sono stati risolutivi – dice Beatrice Bardelli, fondatrice del comitato contro l’elettrodotto – eppure le tecnologie per ridurre sensibilmente le emissioni esistono e sono state già utilizzate con successo proprio da un’azienda pisana, la Zerotesla. Questa ditta ha applicato il metodo della “schermatura attiva” su un elettrodotto in Veneto e ha ridotto di 10 volte i valori delle emissioni».
Secondo i rappresentati del Prc, la questione è stata trattata con scarsa attenzione da parte dell’amministrazione comunale che ha destinato all’intervento un investimento insufficiente.
«La salute dei cittadini e la tutela dall’inquinamento elettromagnetico doveva essere una priorità di bilancio – accusa Oliveri – attingendo da altre opere non necessarie».
«Noi chiediamo che venga fatta una variazione di bilancio per risolvere definitivamente il problema, aprendo un tavolo di concertazione con Terna – conclude il coordinatore cittadino di Rifondazione – per valutare tutte le possibili soluzioni per ridurre le radiazioni. Inoltre non dovrà più rilasciare autorizzazioni per edificare nelle aree lungo l’elettrodotto».
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