Tossicodipendenze, al via in città la Conferenza internazionale
Il professore Icro Maremmani: «Bisogna organizzare meglio il trattamento di questa patologia, servono percorsi terapeutici adeguati»
I tossicodipendenti sono sempre più inseriti nella nostra società e infatti il 51% di loro lavora a tempo pieno, oppure è studente o svolge un impiego part-time e il 44% è laureato o diplomato, mentre il 26% ha almeno un figlio.
Sono i dati forniti da Isabella Cecchini, direttore del dipartimento Ricerche sulla Salute di Gfk Eurisko alla vigilia di Global Addiction 2013 la Conferenza internazionale sulle tossicodipendente che si svolgerà a Pisa da domani (martedì) al 10 maggio.
«È quindi necessario - spiega Icro Maremmani, docente di medicina delle Farmacotossicodipendenze dell'Università di Pisa, presidente della Federazione mondiale per il trattamento delle tossicodipendenze - organizzare meglio in Italia il trattamento di questa patologia riconoscendo i tossicodipendenti come tutti gli altri pazienti, inserendoli dunque in un adeguato percorso terapeutico».
A cominciare dal trattamento medico, che non può essere confinato alle comunità di recupero o ai soli Sert, ma, secondo Maremmani, «deve essere spalmato sul territorio coinvolgendo anche i medici di famiglia».
«Il paziente e non il luogo di cura - sottolinea Maremmani - deve essere messo al centro e i professionisti devono concorrere assieme per cercare di raggiungere il massimo obiettivo possibile e soprattutto confermare i progressi che si fanno sul piano scientifico ma che non si ripetono sotto l'aspetto terapeutico».
Come dimostra il fatto che, conclude il docente universitario pisano, «mentre abbiamo fatto progressi enormi nella cura del cancro, la tossicodipendenza resta una malattia con un alto tasso di mortalità: le comunità di recupero spesso sono efficaci dal punto di vista terapeutico, ma non assicurano altrettanti buoni risultati sul piano clinico e moltissimi tossicodipendenti che escono dal tunnel una volta fuori dalla comunità finiscono per riprendere a drogarsi».
Nella foto un consumatore di cocaina.
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