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Pisa

Gli ordini esteri tengono a galla l’industria pisana

Gli ordini esteri tengono a galla l’industria pisana

Nel primo trimestre la percentuale è salita al 64,6% Il fatturato export prima del 2010 era pari al 36%

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PISA. L’indagine congiunturale condotta dall’Unione industriale pisana, guidata da Federigo Federighi, vede nel primo trimestre dell’anno una situazione mediamente negativa, con alcune oscillazioni e disomogeneità tra i diversi comparti dell’industria provinciale.

Gli ordinativi esteri nei primi tre mesi del 2013 arrivano a costituire quasi il 64,6% del totale, sostituendosi gradualmente ma in maniera continua alla domanda del mercato interno, in fase di crisi dei consumi. La media storica ante 2010 del fatturato export era del 36%.

Se la produzione segna -2,7%, l’utilizzo degli impianti scende di circa 3 punti percentuali a livello aggregato rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e si attesta al 56,8% (contro il 60,6% dello stesso trimestre 2012).

Metalmeccanico.Il settore metalmeccanico registra un andamento generale negativo rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno: -5,1% sia la produzione che il fatturato (-5,1%), dati accompagnati da un nuovo alleggerimento del magazzino del prodotto finito (-2,8%). Gli ordinativi flettono del 5,5% mentre la domanda estera continua ad oscillare e vede prevalere gli ordini interni, che sfiorano il 72% del totale. Analogamente agli scorsi trimestri, l’occupazione resta ferma (-1,5%).

Mezzi di trasporto. Il comparto dei mezzi di trasporto registra una produzione e un fatturato in flessione (rispettivamente -7,2% e -9,5%). Si abbassa il valore del magazzino dei prodotti finiti (-8,7%). La domanda, che si colloca in terreno negativo (-7,2%), vede prevalere l’export rispetto alla richiesta del mercato italiano: rispettivamente il 87,4% del totale contro il 12,6%. Ferma l’occupazione (-1,3%).

Pelli e cuoio. Trend positivo per il settore pelli e cuoio in tutti gli indicatori: +2,6% la produzione, +2,6% il fatturato. Si mantengono stabili gli ordinativi (+0,2%) che vedono un continuo aumento della quota di mercato estero che assume il 63,2% del totale. Anche l’occupazione rimane stabile (-0,38%) a testimonianza di una certa cautela nei confronti della congiuntura economica.

Chimica e plastica. Il comparto della chimica e della plastica presenta i principali indicatori in segno negativo. La produzione subisce una flessione rispetto allo scorso anno segnando un -7% così come il fatturato che flette ma in maniera minore (-4,8%). Gli ordinativi totali mostrano un risultato negativo (-8,1%). Sulla scia degli indicatori negativi, anche l’occupazione flette segnando -6,2%.

Calzature. Il settore calzaturiero apre il 2013 con una produzione in flessione (-3,2,%) e con un fatturato che segna un ulteriore dato negativo (-7%). Gli ordinativi totali risentono l’incertezza dei mercati che si attestano a -6,1%. L’andamento della domanda conferma la vocazione all’export del settore (57% del totale del fatturato e degli ordinativi, contro il 43% di ordinativi provenienti dal fronte interno). L’occupazione resta ferma allo stesso valore del 2012 (-0,7%).

Legno e mobili. Il comparto del legno e mobili presenta dati nuovamente oscillanti: infatti, a fronte di una produzione in flessione (-7,5%), il fatturato diminuisce notevolmente (-9,22%). Scende anche il dato relativo agli ordinativi (-5,7%) che vede una divisione assolutamente equa fra ordinativi provenienti da mercati esteri e domanda interna. L’occupazione resta in terreno negativo (-2,7%) rispecchiando il dato di produzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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