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Pisa

Ciafaloni: «Non avendo soldi, non possiamo intervenire»

Facciamo qualche domanda a Marta Ciafaloni, architetto della Soprintendenza di Pisa, che si occupa della Certosa di Calci e delle condizioni in cui versa. Quali sono i guai maggiori della Certosa di...

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Facciamo qualche domanda a Marta Ciafaloni, architetto della Soprintendenza di Pisa, che si occupa della Certosa di Calci e delle condizioni in cui versa.

Quali sono i guai maggiori della Certosa di Calci?

«Le coperture innanzi tutto, da rifare: rotte e piene d'erba ostruiscono le grondaie. I solai, gli infissi, gli apparati decorativi in rovina. Strutture cedevoli, colonne, archi, da consolidare. Alcuni ambienti in abbandono da risistemare e restituire alla visione del pubblico».

Gli obiettivi?

«La collaborazione sempre più stretta tra Università e Soprintendenza, già ben avviata, che permetterà maggiori possibilità di finanziamento da parte del Ministero. Si potranno così realizzare servizi e impianti indispensabili e procedere al restauro e alla valorizzazione di un immobile di grande pregio. Inoltre c'è già un accordo tra i due Enti per inglobare tutti gli ambienti in una visita comune, comprese sale di capitale importanza, sinora non visitabili, come la Cappella del priore, il fulcro dell'antica Certosa».

Com'è la situazione economica attuale?

«Nera. Non avendo soldi, non possiamo intervenire con i pronti interventi o con interventi programmati che, a loro volta, solleciterebbero aiuti privati. Il problema è che i piccoli mali col tempo diventano giganteschi e più difficili da affrontare».

Qualche nota positiva?

«La risistemazione dell'ingresso, ad esempio. Grazie al forte interesse del Comune di Calci, che ha contribuito con finanziamenti propri e agli aiuti della Regione toscana, siamo riusciti a risistemarlo come in origine».

Da ricordare, infine, che la Certosa ospita il Museo di Storia Naturale e del Territorio dell’Università di Pisa, che è uno tra i più antichi al mondo. Nato come Galleria sul finire del ’500 per volontà di Ferdinando I dei Medici, oggi raccoglie ed espone oltre 400 anni di storia della ricerca scientifico-naturalistica dell’Ateneo pisano.

Dal 1986 è ospitato nei locali della Certosa di Pisa a Calci e rappresenta una delle più importanti realtà naturalistiche italiane. (mtz)

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