Il sottopasso accantonato mette tutti d’accordo
Stop all’attraversamento di via Battisti, Confesercenti rilancia: meglio carrabile che pedonale. Confcommercio: opera astrusa, non sarebbe stato un luogo sicuro
PISA. Lo “scambio” tra sottopassi raccoglie consensi. Soprattutto l’accantonamento (forse bisogna aggiungere per ora) del sottopasso su via Battisti, all’altezza del bar Gambrinus, dentro il progetto di riqualificazione di viale Gramsci. Con l’ultima variazione al piano triennale dei lavori pubblici, il Comune ha spostato parte delle risorse economiche (circa 2 milioni di euro) su un altro sottopasso da realizzare, quello di Putignano. Esulta Confcommercio, da sempre contraria al progetto su viale Bonaini. Soddisfazione anche da parte della Confesercenti, che coglie l’occasione per rilanciare una sua vecchia idea: sottopasso sì, ma per le auto.
«La scelta di congelare il progetto di sottopasso pedonale tra viale Gramsci e piazza Vittorio Emanuele ci trova perfettamente in sintonia. Un’occasione per ripensare il progetto accogliendo, magari, la proposta che abbiamo fatto appena ipotizzata la realizzazione», dice il direttore di Confesercenti, Marco Sbrana. «A questo punto invitiamo il Comune a convergere sulla nostra idea originaria - dice Sbrana - quella cioè di sostituire il sottopasso pedonale con uno per le auto che colleghi via Battisti a via Bonaini. In questa maniera piazza Vittorio, viale Gramsci e la stazione sarebbero un’unica area pedonale. Senza considerare il rischio di degrado che un sottopasso pedonale potrebbe portare».
Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio, commenta: «Finalmente un no ai sottopassi della stazione»; il secondo sarebbe stato di attraversamento di viale Gramsci praticamente da una galleria all’altra. «Si trattava secondo noi di un’opera astrusa, che abbiamo sempre considerato inutile e soprattutto dannosa per le attività commerciali e per l’intero quartiere della stazione. Sappiamo fin troppo bene che, soprattutto in una zona così a rischio, i due sottopassi sarebbero diventati immediatamente il ricettacolo per delinquenti e malintenzionati. Inoltre, così come previsto dal progetto, la realizzazione di queste opere avrebbe escluso dal consueto flusso di persone e pendolari una buona parte delle attività commerciali del luogo, mettendone a rischio la sopravvivenza. Pur ignorando i motivi di questa decisione, registriamo il passo indietro dell’amministrazione e guardiamo ad una reale riqualificazione della stazione con maggior fiducia».
Gianluca Tamarri, coordinamento commercianti Confcommercio stazione, aggiunge: «Una bella notizia, ora il nostro auspicio è che almeno una parte dei soldi sia stornata in opere di riqualificazione di piazza della stazione e strade limitrofe. Soprattutto le vie sono in uno stato avanzato di abbandono e fatiscenza».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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