Il Tirreno

Pisa

Certosa, la caccia al tesoro tra le bellezze del museo

di Pierluigi Ara
Certosa, la caccia al tesoro tra le bellezze del museo

Vengono proposti percorsi formativi e prove di squadra per ragazzi di tutte le età Il gioco come conoscenza di secoli di storia raccontata dai reperti conservati

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CALCI. Al museo della Certosa si può giocare. È possibile il divertimento mentre ci si educa. Percorsi formativi, di indubbio interesse, vengono proposti ai ragazzi di tutte le età. L’iniziativa si articola attraverso forme quanto mai accattivanti.

Basta vedere i programmi a cui hanno lavorato anche psicologi e pedagogisti; certosini al lavoro, a caccia di animali in Certosa, personaggi illustri, la vita al tempo dei monaci, i giardini dei frati, profumi ed essenze, medioevo nascosto, le trasformazioni nel tempo.

C’è l’imprimatur del ministero per i beni e le attività culturali e l’ok della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etno-antropologici. Tra le attività ludico-didattiche, la caccia ai tesori del museo. La caccia al tesoro si svolge nella ricerca di animali minuscoli, giganteschi, dalle forme bizzarre, mimetici o dai colori sgargianti. I ragazzi dovranno esplorare il museo alla ricerca degli animali indicati nella scheda assegnata loro. Chi riuscirà nel minor tempo a compilare in modo corretto tutta la scheda riceverà un premio.

Affascinante la scoperta di artisti preistorici. Si tratta in pratica di un laboratorio sulle pitture rupestri con la realizzazione di disegni con le stesse tecniche e gli stessi materiali utilizzati dagli uomini preistorici nelle grotte. In particolare verranno eseguiti disegni con la carbonella e impronte delle mani. Originale la tecnica della soffiatura usando ocra rossa e gialla.

I disegni così realizzati resteranno ai ragazzi come ricordo dell’esperienza fatta. Piacevole il settore fossili, destreggiandosi nel paleontologico. Manipolazioni, osservazione, confronto, descrizione, disegno, restauro e riproduzione dei fossili invertebrati provenienti dalla collezione del museo. I calchi realizzati resteranno come ricordo. Dulcis in fundo “furbi come scimmie”. Vediamo se l’uomo è davvero più bravo delle scimmie a risolvere problemi quotidiani. I ragazzi si troveranno a svolgere prove pratiche che le scimmie hanno già dimostrato di saper completare con successo. La durata del gioco dura in genere all’incirca un’ora, un’ora e mezzo. Per la cronaca il museo di storia naturale è uno tra più antichi al mondo. Nato sul finire del Cinquecento come “galleria”, per volontà di Ferdinando I de Medici, oggi raccoglie ed espone oltre 400 anni di storia della ricerca scientifico-naturalistica dell’ateneo pisano. Dal 1986 è ospitato alla Certosa e rappresenta una delle più importanti realtà naturalistiche europee.

Reperti di zoologia, fossili e minerali, organizzati secondo criteri sistematici e tematici, sono esposti su oltre 4000 metri quadrati di sale e gallerie, disposte su tre piani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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