Il Tirreno

Pisa

Un 25 Aprile di riflessione per le nuove generazioni

Un 25 Aprile di riflessione per le nuove generazioni

Il prefetto Tagliente: «I giovani con forza e passione dovranno proseguire su quel cammino di civiltà al quale ci avviarono i nostri predecessori, nella consapevolezza che la custodia della libertà e delle istituzioni democratiche è una responsabilità anche di ogni singolo individuo».

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PISA. Oggi, ricordiamo i fatti di allora, la sofferenza, il sacrificio, la morte di quelle persone, che dettero la vita alla Resistenza e che, unite dagli stessi valori, ci consegnarono un’Italia libera e democratica. Questa giornata di festa, deve essere un’occasione per riflettere, soprattutto per i giovani che non hanno conosciuto gli orrori della libertà negata, della guerra e dell’oppressione».

Così il prefetto Francesco Tagliente ha aperto la cerimonia commemorativa, organizzata nella Sala Regia del Palazzo Gambacorti in occasione della ricorrenza del 25 Aprile. Alle celebrazioni hanno preso parte il sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il presidente dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, Sezione di Pisa, Lodovico Anibaldi, il presidente del comitato provinciale dell’Anpi Giorgio Vecchiani, i rappresentanti delle forze e corpi di polizia ed altre autorità civili e militari.

Durante il suo intervento, il prefetto dopo aver ricordato i ragazzi del Corpo Italiano di Liberazione, i volontari, i soldati, anche dei reparti alleati e, in particolare, i militari della divisione Acqui, esempio di dignità e di estremo coraggio nell’affrontare con forze insufficienti la spietata offensiva tedesca, ha voluto rendere omaggio alla città di Pisa e all’Anpi , per il contributo offerto per la ricerca della verità storica.

Tagliente ha, quindi, continuato commemorando alcuni valorosi eroi pisani come Teresa Mattei, morta recentemente, autrice dell’art. 3 della Costituzione, che esalta, tra gli altri, il valore della pari dignità sociale.

Il prefetto ha, poi, concluso, affidando il grande messaggio che ci giunge dalla storia, dalla lotta di Liberazione e dal 25 Aprile, ai giovani, che «dovranno proseguire- ha detto- con forza, entusiasmo, passione e una salda fiducia nel futuro, quel cammino di civiltà al quale ci avviarono i nostri predecessori, nella consapevolezza che la custodia della libertà e delle istituzioni democratiche è una responsabilità dello Stato, ma anche di ogni singolo individuo».

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