Il Tirreno

Pisa

«Quando Enrico mangiava a casa mia»

di Luca Daddi
«Quando Enrico mangiava a casa mia»

Andrea Morelli, bancario di Santa Maria a Monte, ricorda gli anni del Movimento giovanile della Dc con Letta e Guerrini

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MARIA A MONTE. «Enrico e Simone venivano a mangiare a casa mia. Le lasagne di Vivetta, mia madre, erano famose».

Andrea Morelli è un bancario cinquantenne. Iscritto al Partito Democratico, è stato consigliere comunale della Democrazia Cristiana a Santa Maria a Monte, ma soprattutto è un caro amico di Enrico Letta.

Un’amicizia sbocciata in tempi ormai lontani e rimasta salda fino a oggi. Un legame stretto con il premier incaricato e, negli anni Ottanta, anche con Simone Guerrini: quest’ultimo, figlio del compianto rettore dell’ateneo pisano, Bruno, fu pupillo di Ciriaco De Mita e leader nazionale del Movimento giovanile della Dc.

«Ho conosciuto Letta e Guerrini quando ero nella Democrazia Cristiana», ricorda Morelli, due ore dopo l’incarico affidato dal presidente Napolitano a Letta.

«Enrico è più giovane di me. Anche se ragazzino, era sempre nella sede del partito in corso Italia a Pisa, tanta era la sua voglia di fare politica. Già allora si vedeva che aveva stoffa e avrebbe fatto strada».

Politica, ma non solo. C’era anche tempo per stare insieme e divertirsi come quando «Enrico e Simone venivano a trovarmi a Santa Maria a Monte insieme alle fidanzate dell’epoca. Parlavamo di politica che era la nostra grande passione, organizzavamo iniziative in varie zone della provincia, i congressini dei giovani democristiani. Ma trovavamo anche il tempo di divertirci».

All’epoca Guerrini - racconta ancora Morelli - «era già proiettato sulla scena nazionale e a volte doveva andare a Roma. Però non metteva la cravatta. Allora un giorno io ed Enrico decidemmo di regalargliene un mazzo, sperando che non dimenticasse di indossarle e non facesse brutta figura nei palazzi della capitale».

Guerrini è poi uscito dalla politica (oggi è un apprezzato manager), mentre Letta, complice l’incontro con Beniamino Andreatta, che lo portò a Roma negli anni Novanta, ha continuato la corsa fino ai vertici della politica nazionale. Nonostante la ribalta, il premier incaricato non ha mai dimenticato gli amici di Pisa e provincia. Specialmente quelli che come Morelli non gli hanno mai chiesto nulla: «Quando può, Enrico viene a trovarci, lo ha sempre fatto. Io l’ho visto l’ultima volta poche settimane fa a San Miniato. Con un gruppo di amici della zona del Cuoio, abbiamo sempre seguito la sua storia politica: la Democrazia Cristiana, il Partito Popolare, la Margherita, infine il Partito Democratico. E ora gli siamo vicini più che mai, dato il compito che lo attende».

Una domanda, Morelli: cosa ha provato quando ha saputo dell’incarico a Letta? «Lo confesso: mi sono emozionato. Sì, mi sono emozionato».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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