Scuola Sant’Anna fumata nera per il nuovo rettore
Non è stato raggiunto il quorum fissato a 501 voti validi Hanno votato in 454 su 1.000, si torna alle urne il 23 e 24
PISA. Fumata nera per l’elezione del nuovo rettore della Scuola Sant’Anna. I voti espressi sono stati 454, mentre il quorum da raggiungere era di 501 voti validi.
La soglia sufficiente per l’elezione è stata fissata al 50% + 1. Essendo 1.000 gli elettori, l’unico candidato Pierdomenico Perata non ha raggiunto il numero di voti necessari. Gli sono mancati 47 voti. La prossima volta si voterà il 23 e 24 aprile con le solite regole e non si possono presentare altri candidati. Se non si dovesse raggiungere il quorum anche la seconda volta, le regole cambierebbero: il quorum si abbassa a circa il 30% e altri candidati potrebbero presentarsi.
Queste elezioni erano il primo banco di prova di un sistema elettorale del tutto innovativo. Nelle ultime elezioni in cui è stata eletta Maria Chiara Carrozza, avevano diritto di voto 90 elettori, ognuno con un proprio voto. Stavolta, gli aventi diritto sono saliti fino a 1.000, ma ogni categoria ha espresso un voto con una percentuale diversa (voto ponderato). Le categorie sono formate da professori ordinari e associati, ricercatori, assegnisti di ricerca, allievi ordinari, perfezionandi e dottorandi; infine i tecnici amministrativi.
Ogni elettore aveva tre opzioni di voto: la preferenza per l’unico candidato, scheda bianca e rinuncia al voto. La regola prevede che in mancanza del raggiungimento del quorum, le schede non siano scrutinate e, quindi, non sappiamo quanti voti abbia conquistato il prof. Perata.
Inoltre, tenuto conto del quorum elevato e che il voto elettronico doveva, comunque, esprimersi nella sede centrale della Scuola, i 454 voti sono considerati un numero che esprime interesse e vitalità per questa elezione.
Tuttavia, oggi sarà un giorno importante poiché sull'elezione del rettore della Scuola Sant'Anna pende il ricorso al Tar che oggi si dovrebbe esprimere. Ricorso presentato da Giancarlo Prati, il candidato escluso per “vizio formale” secondo la legge Gelmini, per limiti di età visto che fra quattro anni e mezzo andrà in pensione e l'incarico ha invece una durata di sei.
Sul caso, il nodo centrale è che lo statuto del Sant'Anna include fra gli eleggibili anche «coloro che non garantiscono un sestennio» senza fare riferimento alla questione anagrafica . Per questo Prati ha ritenuto che «le ragioni statutarie superiori debbano prevalere sulle generiche disposizioni della legge Gelmini, in virtù dell'autonomia». Ecco la ragione del ricorso al Tar.
Nel caso in cui, il Tar dovesse respingere il ricorso c’è sembra la possibilità di fare appello al Consiglio di Stato.
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