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Violentata e picchiata Condannato il convivente
Una storia di vessazioni e soprusi all’interno di una coppia con figli minori La donna, aiutata anche dagli amici, si è ribellata e ha denunciato il compagno
PISA. Una storia di violenze, vessazioni e soprusi all'interno di una coppia di conviventi con figli minori. Al termine, aiutata anche da amici, la donna hatrovato il coraggio di denunciare il suo compagno e ieri, al tribunale di Pisa, è stata emessa la sentenza di condanna a due anni e sei mesi per lesioni, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.
La vicenda si svolge a Pontedera dove la famiglia vive. La prevaricazione sulla campagna si prolunga per diversi anni, ma è nel biennio 2008/2009 che il convivente assume il ruolo di "padrone" della sua compagna. «Ha obbligato la vittima ad avere rapporti sessuali quando lei non era consenziente» spiega l'avvocato Massimo Nitto, di Montopoli in Val d'Arno, che durante il processo ha rappresentato la parte civile. «Ma non solo questo - aggiunge il legale -. La donna è stata picchiata come si è potuto constatare dalle fotografie mostrate in sede dibattimentale. E la donna non poteva andare neanche al pronto soccorso poiché temeva delle ritorsioni. Il suo convivente le aveva tolto le chiavi di casa, dell'auto e le toglieva anche il cellulare».
Il pubblico ministero Giancarlo Dominijanni aveva chiesto per l'imputato una pena di sei anni e nessuna attenuante. Di diverso avviso il collegio presieduto da Luca Salutini affiancato dai giudici a latere Donato D'Auria e Leonardo Degl'Innocenti. Per quanto riguarda la violenza sessuale è stata riconosciuta l'attenuante in quanto la violenza sessuale è stata perpetrata all'interno di una coppia convivente. Accolti i capi d'imputazione di lesioni e maltrattamenti in famiglia. La corte ha condannato l'imputato al risarcimento dei danni morali e materiali da stabilirsi in sede di giudizio civile, mentre ha deciso di rendere subito esecutiva una provvisionale di 10mila euro oltre al pagamento della refusione per le spese della parte civile di tremila euro più gli accessori di legge. L'imputato era difeso da Stefano Pinori di Pontedera.
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