Il Tirreno

Pisa

Selezionate per il Premio Viareggio le poesie di Debora

di Giovanni Parlato
Selezionate per il Premio Viareggio le poesie di Debora

Il libro “Le parole non fanno rumore” opera di Genovesi è stato pubblicato dall’editore pisano Felici

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Nell'intenzione non dovevano fare rumore, invece le poesie di Debora Genovesi di rumore ne hanno fatto un bel po' al punto che il suo libro "Le parole non fanno rumore" - appunto - è stato selezionato per il Premio Viareggio 2013.

Pubblicato dall'editore pisano Felici con prefazione dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni, l'opera poetica di Debora Genovesi si pone all'attenzione del panorama nazionale. L'autrice, di professione libraia (gestisce con la madre Monica e la sorella Simona la libreria Fogola in corso Italia), non si aspettava una simile attenzione. «È una bella sorpresa, non me lo immaginavo prorio», afferma Debora Genovesi che aggiunge: «Ho scritto le poesie per me e la mia famiglia. Il mio intento era quello di una condivisione delle emozioni. Le mie poesie sono piaciute molto alle donne, ma hanno scosso anche l’interiorità degli uomini».

In diverse poesie non c’è il soggetto, una scelta audace e originale in cui chi legge può essere sia un uomo che una donna e, di conseguenza, immedesimarsi ancora di più con il testo. «Ho cercato di svelare emozioni - spiega Debora Genovesi - che possono appartenere sia a un uomo che a una donna. Ho voluto mettere sulla pagina uomini e donne senza maschera».

I temi scelti dall’autrice sono quelli classici che non hanno età, ma visti anche nel loro doppio come amore/odio, gioia/dolore, luce/buio. E nella prefazione al libro, lo scrittore Maurizio de Giovanni ha colto l’essenza della poesia di Debora Genovesi. «Perché sapete, se la poesia è vera arriva da un posto celato. Un posto fisico, forse dietro lo stomaco e di fianco al cuore, un posto di carne viva che se lo si cercasse lo si troverebbe anche. Ti rimane attaccata addosso, quando lasci quei fogli sul comodino o sulla scrivania. Debora ha questo incanto. I suoi occhi infantili e vecchissimi sanno rivoltarsi all’indietro, e diventano spettatori dell’interno come noi lo siamo dell’esterno. E si confronta con la vita, con l’entusiasmo di una canzone country e la disperazione di un tango suonato al buio da un solo strumento. Quello che conta davvero - continua de Giovanni - è che le poesie di Debora raccontano una storia. La raccontano spezzata e ridotta in polvere, in mille frammenti aguzzi che riflettono il sole in mille colori, nessuno uguale agli altri, perché nessuno di noi è uguale agli altri».

Debora Genovesi ha potuto vedere il suo libro anche con gli occhi della sua professione di libraia in cui i libri di poesie sono quelli che hanno più difficoltà a imporsi. «Pisa è una città universitaria dove le persone si soffermano a riflettere- spiega Debora Genovesi - e spero che si possa leggere anche più poesia».

Infine, il commento dell’editore Fabrizio Felici: «In questo periodo così difficile per tutti, e ancora più faticoso per la cultura e per i libri, siamo molto contenti di questa segnalazione al Premio di Viareggio. Debora, con le sue poesie, con le sue parole che non fanno rumore - afferma l’editore - ci ha dimostrato che in questo paese la sensibilità, le emozioni contano ancora qualcosa. Sono queste piccole, grandi vittorie che ci spingono ad andare avanti e a resistere, nonostante tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web