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Pisa

Deve pagare 18 euro, l’Inps chiede 36 rate da 50 centesimi

di Candida Virgone
Deve pagare 18 euro, l’Inps chiede 36 rate da 50 centesimi

La vittima della burocrazia è un pensionato di 88 anni, la figlia e il nipote: «Assurdo». L’istituto: «Strano»

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PISA. A quasi novant'anni dovrà pagare 36 rate da 50 centesimi l'una. Due anni fa gli hanno negato la rateizzazione di 400 euro, una cifra enorme per un pensionato che al mese ne riscuote 470, ma oggi gli chiedono indietro 18 euro e glieli frazionano loro, spontaneamente, in ben 36 rate che gli verranno prelevate dall'assegno mensile. Insomma, il signor Mario Pietra Caprina, 88 primavere e una condizione di salute abbastanza precaria che si è aggravata nelle ultime settimane, si vedrà togliere 50 centesimi ogni mese da giugno prossimo a quello del 2016. «Se ci arriva», commenta a malincuore la figlia, Monica.

La richiesta è contenuta in una raccomandata dell'Inps di Pisa arrivata ieri mattina ai figli dell'uomo, una lettera in cui gli spazi vuoti del prestampato presentano punti interrogativi e non sono mai stati riempiti e in cui si propone la strana rateizzazione. «È ridicolo», aggiunge contrariata la figlia.

«Ma la cosa che ci fa più arrabbiare - aggiunge il figlio di Monica e nipote di Mario, Gabriele - è che due anni fa l'Inps aveva chiesto indietro 400 euro perché gli era stato corrisposto più del dovuto, un problema che risaliva addirittura al 2001. Se dal 2001 i calcoli li hanno fatti ora, potranno anche concedere una rateizzazione, ho pensato, visto che mio nonno riscuote 470 euro al mese (più un piccolo contributo che gli proviene da una pensioncina per lavoro all'estero) e ne paga 300 di affitto. Ho chiesto quindi di poter pagare in 20 rate da 20 euro al mese, in maniera tale che non gli gravassero tanto, e sono andato all'Inps, dove un funzionario gentilmente mi ha accordato questa possibilità mettendomela addirittura per iscritto. Poi però, via mail, il ricorso mi è stato respinto e, fatto un pianto e un lamento, abbiamo accettato che la cifra venisse trattenuta alle loro condizioni, a quanto mi risulta tutta insieme. Oggi mi mandano a casa questa lettera che è un enigma, con gli spazi vuoti degli importi non riempiti, i punti interrogativi e le rate da 50 centesimi: me ne negano 20 da 20 euro e me ne propongono 36 da 50 centesimi».

«Io vorrei capire cosa succede. Non escludo che possa esserci un’anomalia nel sistema - replica il direttore dell’Inps di Pisa, Alessia Rimmaudo - ma la lettera in questo momento non risulta neanche nei nostri archivi. Concordo sul fatto che sia tutto abbastanza strano e invito gli utenti a contattare i nostri uffici per chiarire cosa possa essere avvenuto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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