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Consorzio PISA RICERCHE IN FALLIMENTO

Provincia in campo per sostenere gli ex Cpr in mobilità

Provincia in campo per sostenere gli ex Cpr in mobilità

PISA. Le speranze dopo i sogni infranti. L’unica certezza è l’indennità percepita dopo aver ottenuto la mobilità. Un anno, al massimo due. E poi il nulla. È una finale in cui sulla scena ci sono le...

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PISA. Le speranze dopo i sogni infranti. L’unica certezza è l’indennità percepita dopo aver ottenuto la mobilità. Un anno, al massimo due. E poi il nulla.

È una finale in cui sulla scena ci sono le macerie, ma anche la voglia di rialzarsi, quello che ha visto gli ex dipendenti del Consorzio Pisa Ricerche di Corso Italia presentarsi davanti alla commissione consiliare istituita ad hoc dalla Provincia per seguire il caso di un’eccellenza naufragata nei debiti dopo 25 anni di successi.

Una decina di persone, già assunte a tempo indeterminato al Cpr, sono state ricevute dalla commissione presieduta dal consigliere Andrea Corti (Prc). «Ci hanno espresso la loro versione dei fatti e la criticità emerse durante la gestione – spiega il presidente Corti –. Hanno sottolineato che con l’università (il socio principale che ha sempre espresso l’amministratore, ndr), negli ultimi tempi avevano notato un cambiamento di clima nei confronti del consorzio. Stiamo cercando di ricostruire tutti i passaggi per capire come sia stato possibile arrivare al fallimento. Cercheremo di raccogliere informazioni nel più breve tempo possibile. E soprattutto ci impegneremo per agevolare queste persone nel recuperare gli stipendi arretrati. La procedura fallimentare non sarà breve».

C’è gente che ha lavorato per sei, sette mesi senza vedere un euro. I tempi del fallimento non aiutano gli ex del consorzio che saranno, comunque, tra i creditori privilegiati. Nella fase calante il personale era a quota a 49, ma gli stessi dirigenti sostenevano, senza farsi sentire in giro, che erano troppi anche 10 dipendenti. Il buco milionario, stimato in almeno 5 milioni (8 milioni di passivo e 3 milioni di commesse e di progetti in corso di realizzazione) ha affossato ogni velleità di tenere insieme i cocci. Il presidente Corti svela il traguardo della commissione provinciale sul fronte periglioso del Cpr. «Vorremmo che l’obiettivo finale – dichiara – fosse il recupero, in forme diverse e in altre modalità, di quella che è stata un’espressione importante per la città di Pisa». Ricostruire l’esperienza Cpr dalle ceneri di un fallimento ancora da chiudere.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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