Italia
Le nuvole oscurano il sole ma non l’orgoglio pisano
Oltre duemila persone all’interno del Duomo per festeggiare il Capodanno Il sindaco ha letto la rituale formula salutando l’arrivo dell’anno 2014
PISA. Niente raggio di sole a mezzogiorno preciso sull'ovulo della mensola in pietra sopra il Pergamo di Giovanni Pisano, in cattedrale. L'hanno oscurato le fitte nuvole che non hanno concesso che il sole filtrasse nel punto magico e lo illuminasse. Ma ciò non ha impedito al sindaco di pronunciare la formula che proietta Pisa nel 2014, con 281 giorni di anticipo sul calendario ufficiale. Ormai questa cerimonia, riscoperta 27 anni fa grazie all'intuizione e al lavoro di un nutrito gruppo di appassionati del Gioco del Ponte, è diventata uno delle pietre miliari delle manifestazioni cittadine.
Anche se l'ovulo non è stato illuminato, la festa è stata più partecipata di sempre: c'erano oltre duemila persone stivate in cattedrale per il Capodanno Pisano. Tra la folla centinaia e centinaia di studenti delle scuole cittadine, che occupavano tutta la parte centrale del Duomo, la squadra del Pisa al completo guidata dall’allenatore Dino Pagliari.
Segno che la manifestazione ha fatto breccia anche nei giovanissimi e non solo: c'è stata anche una larga adesione dei Comuni vicini, presenti in gran numero con i rappresentanti e i labari, segno che la festa è estesa ormai a tutta la provincia. I pisani vollero legare l'inizio dell'anno civile - il calendario è rimasto in vigore fino al 1749, anno in cui venne abolito per decreto granducale - al giorno in cui la Chiesa ricorda l'evento centrale di tutta la storia della salvezza, cioè l'incarnazione di Cristo. Per questo un altro momento centrale della festa è stata la solenne preghiera che si svolge prima del fatidico scoccare del mezzogiorno pisano.
Quest'anno a leggerla è stato l'Arcidiacono del Capitolo dei Canonici della Primaziale del Duomo, monsignor Egidio Crisman. L'invocazione tra l'altro dice: "Guarda o Dio, benigno la nostra Pisa a te sono noti i suoi peccati e le sue virtù, le sua ricchezze e le sue miserie, i suoi gesti di bontà e le sue debolezze, ma la tua provvidenza è più grande dei nostri stessi abbandoni. Veglia sulle case e sulle famiglie, sui quartieri e sulle comunità, sui seggi e sulle cattedre, sulle scuole, sugli ospedali, sulle officine, sui cantieri e sulle molteplici espressioni dell'operosità quotidiana". A questo momento ha fatto riscontro, poco dopo, il silenzio assoluto prima che il sindaco Marco Filippeschi scandisse la rituale formula: "Alla maggiore gloria di Dio, invocando l'intercessione della Beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro Patrono, salutiamo l'anno 2014". La folla ha risposto con un applauso scrosciante e con il rullar dei tamburi e il suono delle chiarine e con lo sventolio delle tantissime bandiere pisane. Ma non è stata festa solo in cattedrale. Il lungo corteo storico, tra la grande curiosità dei turisti presenti, è sfilato in piazza dei Miracoli dirigendosi verso piazza Arcivescovado.
Insieme ai figuranti del Gioco del Ponte, delle Repubbliche Marinare, della Compagnia dei balestrieri, degli sbandieratori e musici pisani e dell'Accademia dei Disuniti, c'erano anche rappresentanze di giochi e di cortei storici della provincia e oltre: tra questi una rappresentanza del palio di Fucecchio.
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