Gipi e quei giorni “ospite” al Don Bosco «Dentro c’era vita»
Il regista ha raccontato la sua breve esperienza di detenuto alla presentazione di “Libri in carcere: la lettura che libera”
PISA. «Avevo 11 anni quando un uomo sbucato dal buio, una notte, nella mia casa di Tirrenia, mi puntò una pistola alla tempia: voleva violentare mia sorella. È stato un episodio che ha segnato tutta la mia vita... In carcere ci sono stato per dieci giorni, quando ero ragazzo. E da allora, quando passavo da via Don Bosco, guardavo a quelle alte mura con la consapevolezza che dentro c'era una grande vita… Lavorare su basi autobiografiche non è mai stata una scelta, ma una malattia e per questo non mi vedo come uno che mette la sua esistenza nelle mani degli altri, ma come uno che parla a chi gli vuole bene...»
Sono solo alcuni dei fatti e delle parole con cui ieri mattina, al Don Bosco, il regista e fumettista pisano Gianni Pacinotti ha intrattenuto una platea composta da detenuti e operatori carcerari. L'occasione è stata la presentazione del progetto "Libri in carcere: la lettura che libera", una iniziativa che porta la firma delle associazioni Antigone e Gli Asini e che, con laboratori e altri incontri eccellenti, si sviluppa fra le carceri toscane ed altre italiane, fra cui quelle di Milano Bollate e Roma Rebibbia. L'operazione ha portato nelle biblioteche degli istituti regionali oltre seimila nuovi volumi con l'obiettivo di arrivare presto a diecimila e arricchire così un patrimonio librario che ne contava già sessantamila. E come ha detto ieri mattina Patrizio Gonnella, il presidente di Antigone, non si tratta di materiale frutto di donazioni servite a vuotare soffitte, cantine o garage, cioè carta straccia di cui ci si libera, ma opere arrivate su precise richieste, come testi giuridici aggiornati, testi accademici e divulgativi per superiori e università, narrativa e poesia contemporanee sia in italiano che in altre lingue, visto che il 50% della popolazione carceraria toscana è composta da stranieri, e infine dizionari e copie del Corano. Con il direttore del Don Bosco, Fabio Prestipino, c'erano il neo onorevole Giulio Marcon (indipendente per Sel), presidente de Gli Asini, il provveditore regionale, Carmelo Canton, con i coordinatori Giuliano Battiston e Cecilia Cardito, e ancora, per Antigone, Susanna Marietti; infine la presidente del tribunale di sorveglianza, Antonietta Fiorillo, e il giudice di sorveglianza di Pisa, Dania Del Rosso.
La libertà comincia dalla cultura, ha ricordato Fiorillo, mentre Gonnella ha sottolineato le esperienze fortunate di altri paesi, come il Brasile, dove chi legge un testo, dalla filosofia alla storia, e lo riassume in 45 giorni, arriva ad avere sconti di pena, o la Germania, dove una indagine fra ex detenuti ha dimostrato che gli studi e la formazione in carcere hanno addirittura azzerato le recidive. Poi la scena è passata tutta a Gipi, barba e capelli lunghi, stanghette degli occhiali tenute su col nastro adesivo, grande disinvoltura e comunicativa, che ha incantato i detenuti e fatto ritratti ad alcune giovani donne.
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