Il presidio
«Sarà rigoroso sui valori e più vicino agli umili»
Il consigliere comunale Gangemi, ex prete e argentino, racconta il nuovo Papa «Abitava in un appartamentino e ospitava i poveri. Guiderà con l’esempio»
PISA. È stato prete, è argentino (italo-argentino) ed è vicino ai bisognosi. Non è il nuovo Papa Francesco, ma Cayetano Roque Gangemi, “Rocco” per gli amici, che ci ha parlato del nuovo pontefice. La storia di Gangemi è nota a Pisa, soprattutto nel quartiere del Cep dove ha vestito l’abito talare e ha celebrato messa: nasce a Rosario e fa diversi lavori prima della chiamata della vocazione. Arriva a Pisa nel 1990 dove si dedica alle parrocchie dei quartieri popolari. Questa sua attenzione verso i ceti più deboli lo porta a lasciare nel 1997 il nero per essere eletto in consiglio tra le file del Prc; ora è consigliere del Pd.
Cosa significa per lei l’elezione del cardinale Bergoglio al soglio pontificio?
«È una grande novità e un fatto importantissimo per l’Argentina e il Sud America in generale. Sono molto contento della sua elezione».
Ci racconti com’è l’uomo prima del Papa...
«Lo si può descrivere in due parole: preparazione e umiltà. È un grande studioso (ha una laurea in filosofia e ha insegnato per anni Letteratura e Psicologia all’Università di Buenos Aires), molto preparato sull’interpretazione e il senso delle Scritture. Poi c’è la persona, umile, semplice, sempre in mezzo ai poveri. E penso che questi saranno gli ornamenti del suo papato».
Come si aspetta il pontificato di Francesco?
«Rigoroso nei temi, ma differente nei modi. È sempre stato lontano dall’ambiente della curia romana e dalle vicende dello Ior, è uno che ha vissuto la crisi dell’Argentina del 2001 insieme alla povera gente che ha visto in poco tempo andare in bancarotta lo Stato. Abitava in un piccolo appartamento e spesso ospitava i poveri dando loro da mangiare. Ecco, questo tipo di comunicazione, di esempio, lo porterà con sé. Guiderà con l’esempio. Dall’altra parte è attento alla difesa dei valori della cristianità e della loro importanza. Ha principi molto forti ed è consapevole che le regole della Chiesa sono ben definite. Non tenterà di cambiarle per renderle più appetibili, solo troverà un modo nuovo di comunicare il messaggio cristiano».
La scelta di Bergoglio è stata una sorpresa per lei?
«Non molto. Già nel precedente Conclave è stato vicino all’elezione grazie all’appoggio del cardinal Martini, ma poi decise di farsi da parte per lasciare spazio a Benedetto XVI. E’ molto amato dal popolo, meno dai politici. Nelle sue diocesi ha sempre lasciato il ricordo di un uomo buono. Può dare il segnale che serve alla Chiesa».
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