Il presidio
Sul Bosone non ci sono più dubbi Tonelli star sulla stampa Usa
PISA. Il Cern di Ginevra e, in particolare, l'Università di Pisa che partecipa al progetto sul Bosone di Higgs con tanti suoi scienziati e studiosi e che vede in prima fila il prof. Guido Tonelli (è...
PISA. Il Cern di Ginevra e, in particolare, l'Università di Pisa che partecipa al progetto sul Bosone di Higgs con tanti suoi scienziati e studiosi e che vede in prima fila il prof. Guido Tonelli (è professore di fisica sperimentale al nostro ateneo) per lungo tempo coordinatore di uno degli esperimenti guida, sono stati al centro di una lunga inchiesta di quattro pagine (con richiamo in prima) comparsa il 6 marzo scorso sul New York Times e sui suoi giornali collegati, tra i quali l'International Herald Tribune. "Per collocazione e per dimensioni - dice Tonelli - un risalto di questo genere penso che non abbia precedenti nella storia delle notizie scientifiche». Dennis Overbye, il corrispondente scientifico del NYT, ha fatto un lavoro certosino. "Ci aveva intervistato tutti a luglio per telefono _ afferma Tonelli _ poi è venuto al Cern una settimana a dicembre per raccogliere da ciascuno di noi interviste di un paio d'ore.Insomma ci ha lavorato 8 mesi e tutto quello che scrive è corretto; sono sicuro che ha incrociato tutte le nostre testimonianze con quelle di decine di altre persone. Pisa e la nostra Università sono conosciute in tutto il mondo e questo non può farci che un immenso piacere».
«Ormai - dice Tonelli - non ci sono più dubbi che sia effettivamente il bosone di Higgs la particella scoperta nel 2012 al Cern di Ginevra. La conferma dal primo identikit che abbiamo presentato nei giorni scorsi a La Thuile si basa sui dati raccolti nel 2011 e nel 2012 dagli esperimenti Atlas e Cms, gli stessi che hanno permesso di scoprire la particella. Non è ancora un ritratto definitivo, ma sufficiente per affermare che si tratta proprio della particella prevista dalla teoria di riferimento della fisica, chiamata Modello Standard. L'identikit completo sarà presentato a luglio».
«Adesso la sfida - afferma Tonelli - è conoscere più da vicino questa particella prevista dai fisici teorici quasi 50 anni fa. Comincia una lunga avventura, all'insegna di una grande collaborazione nella ricerca tra fisici e astrofisici. La nuova sfida è infatti di capire il ruolo che il bosone di Higgs possa aver giocato nei primi istanti di vista dell'universo, ad esempio dando il via al processo di espansione ancora in atto. Abbiamo un primo identikit della particella scoperto nel luglio scorso, con dati importanti che nell'identikit di una persona potrebbero corrispondere ad altezza, colore degli occhi e perfino qualche segno particolare. Non è ancora un identikit definitivo in quanto i dati completi saranno presentati in estate, ma sufficiente per dire che sia lui. Abbiamo capito il meccanismo con il quale le particelle acquistano la massa e adesso il nuovo passo è studiare il ruolo che il bosone di Higgs potrebbe aver avuto nei primi istanti dell'universo».
Marco Barabotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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