Il Tirreno

Pisa

Ci sono sempre più poveri La chiesa lancia un appello

di Pierluigi Ara

Gli effetti della crisi sono devastanti e don Cecconi chiede a tutta la comunità di donare pacchi con i generi di prima necessità da distribuire ai bisognosi

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CALCI. Il grido di dolore rimbalza su tutto il territorio: la crisi economica è divenuta insostenibile alzando la soglia della libertà. In questo contesto poco rassicurante si registra una presa ufficiale dell’unità pastorale Valgraziosa, guidata da don Antonio Cecconi.

In pratica per decine di famiglie, precipitate in grave difficoltà, saranno raccolti generi alimentari di prima necessità al fine di confezionare pacchi alimentari. Dall’amministrazione comunale, attanagliata da mille problemi, non possono arrivare ulteriori aiuti. A riguardo l’assessore Mario Pellegrini è categorico: «Abbiamo superato il limite dell’impegno finanziario stanziando 150mila euro nel sociale. Gli effetti della crisi sono devastanti. Ogni giorno si moltiplicano invocazioni di soccorso. Alle emergenze è quasi impossibile tenere dietro».

Intanto da tutte le chiese è partito un appello accorato sotto il titolo “Testimonianza”. Non basta più la collaborazione offerta dalla Coop con la distribuzione dei prodotti in scadenza attraverso Misericordia, San Vincenzo De Paoli ed altre realtà votate a fini umanitari. Lo scorso anno sono stati distribuiti prodotti per l’ammontare di 20mila euro. La coperta ora si è fatta corta. Diverse famiglie sono state sfrattate o rischiano di esserlo per l’impossibilità di pagare l’affitto, altre sono sotto l’incubo dell’interruzione della fornitura dell’Enel, del gas e dell’acqua. Come venire incontro a chi non ce la fa a pagare le bollette?. Questo è il dilemma. Certo è che il quadro è a tinte fosche. «Aumenta il numero dei disoccupati, sia giovani in cerca di una prima occupazione sia persone adulte, padri e madri di famiglia. Ci sono anziani soli e persone inferme, disabili che dovrebbero essere accompagnati o inseriti in qualche momento comunitario» afferma l’unità pastorale Valgraziosa che solleva anche una domanda inquietante: “Chiediamo se gli immigrati, che non parlano bene la nostra lingua, che hanno abitudini e sensibilità diverse da noi, sono accolti o tenuti a distanza».

La presa d’atto di ulteriori problemi: «Ci sono minori che hanno alle spalle famiglie problematiche, che fanno fatica a scuola, a rischio di emarginazione e devianza». Si possono da subito portare in chiesa generi di prima necessità. Vengono indicati latte per i bambini, zucchero e biscotti. Sembra di essere tornati in tempo di guerra o nell’immediato dopoguerra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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