Il presidio
"Il Natale ci richiama a mettere al centro la bellezza del dono"
Gli auguri di Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa. "La nascita di un bambino è sempre motivo di fiducia e di speranza. E' segno che l'uomo è aperto al futuro e che non vuole rinchiudersi nella gabbia del proprio egoismo"
La nascita di un bambino è sempre motivo di fiducia e di speranza. E' segno che l'uomo è aperto al futuro e che non vuole rinchiudersi nella gabbia del proprio egoismo. E' un atto di coraggio che non si piega alle difficoltà del presente e che vuole continuare a guardare avanti, sapendo che il domani si costruisce oggi e che ogni fruttificazione futura si radica nella disponibilità attuale a mettere in gioco la propria capacità di donare in piena gratuità. Generare una vita nuova è infatti segno d'amore che consente di uscire da se stessi per giocarsi nel dono di sé in una avventura che non è mai possibile conoscere nei suoi esiti e che è sempre affidata alla speranza di un bene da costruire di generazione in generazione.
Oggi, questa speranza è a rischio. Tutto viene calcolato e pesato secondo gli interessi più diversi; lo stesso atto del generare è spesso programmato non per il figlio che si desidera far nascere, ma per i genitori, che più che essere "donatori" di vita non di rado si comportano da "proprietari" di quella nuova vita. Ci si premunisce per "ovviare" a ciò che può essere di disturbo per sé e per il proprio futuro e si smarrisce il senso del dono e della gratuità, perché in realtà si è già perduto il senso della dignità e del valore della vita nel suo nascere, nel suo svilupparsi e nel suo naturale tramontare. Il Natale ci richiama con forza a rimettere al centro delle nostre scelte di vita la bellezza del dono e della gratuità.
La nascita nel tempo del Figlio di Dio fatto uomo, risponde infatti solo ad un disegno d'amore che Dio, da sempre, aveva pensato per l'uomo: il dono di una salvezza che avvolgesse tutto l'uomo ed ogni uomo, senza l'esclusione di alcuno. Nulla costringeva Dio ad entrare nella nostra storia, come uno di noi. Niente lo obbligava a patire e a dare la vita per noi. Solo l'amore l'ha spinto a questo. Una carità che dice all'uomo che solo la strada dell'amore può cambiare in meglio le cose; dare senso e significato alla vita; aprire il cuore alla speranza e operare per il vero bene di tutti.
L'augurio che rivolgo a tutti è che insieme, senza che nessuno venga escluso, ci si impegni per ritrovare nelle nostre radici cristiane contenuti ed energie per una vita all'insegna dell'amore. Nessuna legge umana può obbligarci ad amare. Solo l'amore che viene da Dio e che si è manifestato in Cristo Gesù, ci insegna ad amare e ci dona la capacità di farlo, chiamandoci alla gratuità e al dono di noi stessi.
A tutti auguro di cuore un Natale di fede, per una rinnovata e condivisa esperienza d'amore e di speranza.
Arcivescovo di Pisa
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