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Guerra in tribunale tra i fondatori e i nuovi soci Arci
CALCI. Chiude o non chiude? «Non chiude! Non cesseremo l’attività. In giro circolano notizie infondate, evidentemente diffuse da persone male informate». Il discorso riguarda lo storico circolo Arci...
CALCI. Chiude o non chiude? «Non chiude! Non cesseremo l’attività. In giro circolano notizie infondate, evidentemente diffuse da persone male informate». Il discorso riguarda lo storico circolo Arci La Corte, in via Bruno Buozzi.
Nei locali di questo circolo i vertici hanno fatto il punto della situazione convocando i cronisti. Silvana Di Giovanni, presidente del circolo Arci La Corte, e Sergio Masetto, coordinatore dell’associazione Arci Montemagno, hanno ripercorso a grandi linee le tappe di un percorso tortuoso e complicato. Il tratto finale, negli ultimi mesi, ha investito anche il tribunale di Pisa. È in corso un braccio di ferro con i soci fondatori (in rappresentanza della “società semplice operaia”, Paolo Possenti e Marco Magagnini). Il tutto combattuto a suon di carta bollata e ricorsi degli avvocati. Il giudice di primo grado ha sentenziato che i nuovi soci, espressione del circolo Arci Montemagno, che si è aggiunto nel tempo, non possono più stare nella struttura della Corte. Contro il pronunciamento si sono appellati i soci nuovi del circolo Arci La Corte, i quali intendono rimanere al posto dove sono. «Per proseguire l’intensa attività anche sul piano culturale e a livello musicale – dicono i dirigenti – il prossimo 21 maggio ci sarà una nuova udienza. Sappiamo che la strada della giustizia è lunga, ma qui rimarremo ancora a lungo, speriamo per sempre. Certamente, continueremo la nostra lotta».
Di Giovanni e Masetto non vogliono piegarsi a quella che considerano una “forzatura” che priverebbe tra l’altro il quartiere dell’unico punto di aggregazione sociale. A creare preoccupazione maggiore è giunta la notizia che, di recente, il consiglio comunale, su proposta del sindaco e della giunta comunale, ha approvato la proposta di destinare la struttura di Montemagno (dove aveva sede il circolo Arci, poi destinato all’asilo nido), a nuove classi della scuola di primo o secondo grado. La speranza di tornare nel borgo collinare si è così infranta. Anche in questo contesto si è fatta più tenace e convinta l’opposizione a lasciare La Corte.
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