Arriva la Tares, stangata per tante famiglie
Da gennaio la nuova tassa sui rifiuti: pagheranno di più i nuclei numerosi. Riduzioni per chi differenzia
PISA. Per 13mila famiglie pisane, secondo le prime stime del Comune, il passaggio da Tarsu (smaltimento dei solidi urbani) e Tia (tariffa d’igiene ambientale) a Tares (tassa rifiuti e servizi) porterà ad un mezzo salasso. Saranno soprattutto i nuclei composti da quattro, cinque o sei persone ad avere aumenti a due cifre percentuali sulla tassa sui rifiuti. Ancora restano nel cassetto le cifre di questo aumento, però le famiglie coinvolte sono tante e l’esborso va ad aggiungersi ad altri rincari.
Il nuovo tributo è imposto dal governo: è previsto già da un anno nel Decreto Salva-Italia. Nei suoi non semplici meccanismi di applicazione, la Tares viene riscossa dal Comune, che però si vedrà ridurre il fondo di equilibrio (ex trasferimenti statali) di un ammontare corrispondente. In realtà, secondo quanto dice l’assessore Viale, per effetto della sparizione tra le voci del tributo della ex Eca, l’amministrazione di Palazzo Gambacorti non rientrerà del tutto: dunque, alla fine i cittadini pagheranno di più e il Comune incasserà di meno (1,2 milioni di euro).
«Il metodo tariffario che il Comune deve utilizzare obbligatoriamente - spiega Viale - determina un carico maggiore per chi produce più rifiuti e, quindi, anche per le famiglie con più componenti. Proprio per questo l’amministrazione ha previsto alcune riduzioni per le famiglie con più componenti e altre riduzioni per chi differenzierà (fino al 20%)».
Con la situazione attuale, aggiunge l’assessore, «non abbiamo potuto fare di più; se dovessimo avere maggiori risorse la nostra attenzione, in questo periodo molto difficile per le famiglie, andrà certamente a quelle che si trovano in difficoltà attraverso ulteriori azioni rispetto a quelle che sono già in campo. Da ricordare che si manterranno le esenzioni e le agevolazioni per chi ha bassi livelli Isee».
La Tares (con un apposito incremento pari a 30 centesimi per metro quadrato) servirà anche a finanziare i cosiddetti “servizi indivisibili” prestati dagli enti locali, ovvero quei servizi comunali di cui beneficia l’intera collettività, ma per i quali non è possibile effettuare una suddivisione in base all’effettiva percentuale di utilizzo individuale. Non è necessario essere proprietari di una casa per essere tra i soggetti obbligati al versamento del nuovo tributo: la Tares colpirà tutti coloro che, a qualsiasi titolo, utilizzeranno un bene immobile. Per la Uil nazionale l’aumento può arrivare al 37,5%: in media 80 euro in più.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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