Italia
La tubercolosi fa paura 45 casi, sono tutti italiani
PISA. Fanno paura i casi di tubercolosi registrati quest'anno dal dipartimento di Prevenzione. Sono 45 e hanno colpito tutti cittadini italiani, contrariamente a quello che si può immaginare, dato...
PISA. Fanno paura i casi di tubercolosi registrati quest'anno dal dipartimento di Prevenzione. Sono 45 e hanno colpito tutti cittadini italiani, contrariamente a quello che si può immaginare, dato che qualche anno fa era un dato certo che la malattia fosse tornata a colpire in concomitanza con l’aumento dei flussi migratori.
«Non è possibile risalire alle cause che hanno portato alla contrazione della malattia - dice Emanuela De Franco, responsabile del settore Igiene Pubblica del dipartimento - I soggetti affetti da tubercolosi sono arrivati al reparto di malattie infettive quando ormai la patologia si era manifestata e non si è potuto far altro che procedere al ricovero ospedaliero e al monitoraggio di tutte le persone che erano entrate a contatto con l’infetto, che sono state sottoposte a test di verifica sullo stato immunologico e, se necessario, a trattamenti sanitari e farmacologici aggiuntivi». Probabilmente c’è stata, negli ultimi tempi, una sottovalutazione del problema, che porta a non prestare la giusta attenzione ai sintomi iniziali della malattia, che si riconosce solo in fase avanzata ed evidente.
«Non riusciamo a spiegarci l’origine di questa nuova ondata, visto che la tubercolosi, che nei nostri casi era di origine polmonare, non polmonare e linfonodale, può essere stata contratta anche in un periodo precedente dai soggetti che, in condizioni di abbassamento del sistema immunitario, l’hanno evidenziata solo in seguito», continua De Franco.
Oltre alla tubercolosi, comunque, nel 2012 sono stati riscontrati a Pisa anche due casi di meningite e altri di legionellosi. «Per vincere la battaglia contro tante malattie curabili è importante che la popolazione raccolga l’invito che le strutture sanitarie fanno alla vaccinazione e alla prevenzione – conclude l’esperta - come forma di tutela personale e della sanità pubblica». (r.i.)
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