Il Tirreno

Pisa

Debiti a quota 9 milioni I sindacati da Benotto

di Candida Virgone

Misericordia, slitta al nuovo anno la riunione del magistrato con i dipendenti ma sotto l’albero c’è la tredicesima. Cda finalmente in pari con gli stipendi

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PISA. Mentre venerdì prossimo l’arcivescovo, monsignor Giovanni Paolo Benotto, riceverà i sindacati che rappresentano i dipendenti della Misericordia, l’incontro fissato in un primo tempo per domani fra il cda, il cosidetto magistrato, e il personale, salta e slitta alla bellezza dell’otto gennaio. «Non sanno che dirci - commenta un dipendente imbufalito - e prendono tempo, dopo che abbiano dichiarato lo stato di agitazione e il prefetto deve averli convocati». Ma se salta l’incontro di giovedì, resta in piedi quello che avverrà venerdì in arcivescovado. Intanto parla il governatore subentraro al commissario Stefano Ragghianti, il dottor Luigi Marchetti, notissimo commercialista pisano. «Si tagliano i servizi? È vero - dice - si tagliano i servizi, altrimenti, senza tagli, non è possibile applicare correttamente i contratti di solidarietà». Che da gennaio, stando alle notizie trapelate, verranno applicati per tutti. «Anche la data precisa - aggiunge Marchetti - non la sappiamo ancora, siamo in fase di studio».

E al governatore chiediamo anche e finalmente di svelare un arcano sulla cifra a cui ammonta questo debito milionario. Stando ai bilanci e alle ultime indiscrezioni, fra pregresso e mutui in corso per sede e cimitero, si parla di sette milioni e trecento mila euro. «Anche sulla cifra - aggiunge Marchetti - non posso fornire indicazioni certe, ma su per giù non siamo lontani da quello che ha detto, solo che va anche aggiunto il debito accumulato in quest’anno».

Su cui Marchetti preferisce di nuovo glissare, ammettendo però che si supera il milione di euro. Di fatto si sa che si era a seicentomila euro a giugno e saremmo ad altrettanti a fine anno, dunque un milione e duecentomila euro per un totale, aggiunto ai sette e tre, di otto milioni e mezzo. «In ogni caso andiamo avanti - conclude Marchetti - ed è chiaro che si farà tutto il possibile per uscire da questa crisi».

«I contratti di solidarietà di fatto - dicono dal canto loro i sindacati - finora sono stati applicati solo per gli amministrativi e solo con il nuovo anno dovrebbero iniziare a partire per tutti». I primi a saltare sono stati quelli dei cimiteriali, investiti dell’unico servizio che incassa, dunque capace di risollevare la barca e il cui lavoro era quindi necessario a tempo pieno. «Quello che si sa - dice un altro dipendente - è che il commissario lasciò la pratica avviata e che ad agosto dovette tornare perché ancora non era stata formalizzata la risposta del ministero. Noi ci auguriamo che sia tutto in regola, ma di fatto si procede ancora in totale silenzio, anche la cessione dei servizi è avvenuta in riunioni di cui erano all’oscuro i sindacati ed eravamo all’oscuro noi. Ci chiediamo però a questo punto, alla fine di questa vicenda, cosa resterà nelle mani della Misericordia»?

Ma sotto l’albero la buona notizia comunque c’è. Ed è che la venerabile arciconfraternita, che vanta sette secoli di storia, si è messa finalmente in pari con gli stipendi e che proprio oggi, lo annuncia Marchetti, verrà pagata ai dipendenti la tredicesima.

Almeno il Natale è salvo. tutta l’attenzione ora è rivolta all’incontro in programma con l’arcivescovo con venerdì: a guidarlo il manager tecnico chiamato al capezzale del moribondo da monsignor Benotto. È Carlo Alberto Orvietani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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