Il Tirreno

Pisa

Trovato in mare il corpo di Gabbriellini

di Candida Virgone
Trovato in mare il corpo di Gabbriellini

Ieri mattina è avvenuto il riconoscimento a Genova, oggi è in programma l’autopsia. Prosegue l’inchiesta della procura

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PISA. È arrivato al largo della spiaggia di Arenzano il corpo di Francesco Gabbriellini, la «sentinella» del Serchio che a 77 anni ha trovato una orribile morte proprio nei disastri che, novella Cassandra, aveva temuto per anni. Il cadavere dell’ex bancario pisano è stato ritrovato nel primo pomeriggio di domenica in Liguria, da una motovedetta della capitaneria di porto di Genova. È toccato al sindaco di San Giuliano, Paolo Panattoni, dare domenica sera la notizia alla famiglia, che ieri mattina, nel capoluogo ligure, ha potuto affrontare il riconoscimento. Ai familiari giunti a Genova sono stati mostrati alcuni oggetti, fra cui gli abiti, trovati addosso al cadavere recuperato in mare ed è arrivata così la conferma che si trattava proprio del loro parente sparito dodici giorni prima, nel primo pomeriggio del 4 dicembre, dalla strada che costeggia il torrente Ozzeri, affluente del Serchio, fra Rigoli e Colognole, frazioni di San Giuliano. Fin dall’inizio si è temuto che purtroppo l’uomo, volontario della protezione civile e appartenente alle cosiddette sentinelle, gli incaricati di controllare gli argini, fosse stato inghiottito da una delle frane di quella maledetta giornata. Frane iniziate nel primo pomeriggio ed andate avanti fino a notte, distruggendo a Rigoli gli argini dell’Ozzeri, un affluente del Serchio, e inghiottendo il giardino di un secolare casello idraulico in cui, affittuarie della Provincia, vivevano due famiglie oggi sfollate, e poi l’antico ponte prospiciente la costruzione. La scomparsa di Gabbriellini è stato il primo atto del disastro compiuto dalla pioggia e dalla furia delle acque nelle ore successive. I figli, non vedendolo tornare, hanno temuto il peggio e una rapida occhiata alle sponde che iniziavano a franare ha confermato i loro timori. Sotto accusa nell’immediato è stato messo un cantiere di un’impresa lucchese che stava allestendo la costruzione di una centrale per energie rinnovabili per conto di uno studio ingegneristico di Lucca. Secondo gli abitanti della zona, la scopertura di alcuni punti degli argini aveva causato pericolose infiltrazioni, ma l’imprenditore titolare del cantiere ha sempre negato che gli interventi fatti possano aver causato quel disastro. Di fatto sull’accaduto la procura ha aperto un’inchiesta e resta da determinare se le responsabilità del disastro possano essere imputate ad eventi naturali, come le piogge eccezionali di quei giorni, o all’opera dell’uomo, come gli abitanti di Rigoli e delle piccole località della zona dicono a tempo. Gabbriellini da anni denunciava i pericoli rappresentati dalla cattiva manutenzione delle sponde, dagli interventi umani e dai danni degli animali. Pensionato, l’uomo era stato impiegato alla Cassa di Pisa. Lascia la moglie, Vittoria, ed i figli, Stefano, Carlo e Stefania. Solo dopo l’autopsia, disposta per oggi a Genova, la salma verrà restituita ai familiari per l’ultimo saluto.

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