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Rifondazione Comunista chiama a raccolta gli iscritti
Convocata l’assemblea al circolo “Pace e lavoro” a Porta a Mare. Il segretario Oliveri: «Siamo alternativi al sindaco Filippeschi perché non condividiamo un modello di sviluppo basato sulla rendita e le grandi opere»
Dopo una lunga serie di assemblee pubbliche e incontri con i cittadini nei quartieri, con le associazioni e i movimenti sociali, con i lavoratori di numerose realtà in crisi, Rifondazione Comunista traccia un bilancio del percorso fatto e vuole definire le mosse verso le elezioni amministrative del 2013. «Per questo - spiega Federico Oliveri, leader cittadino del Prc - abbiamo deciso di convocare l'assemblea degli iscritti e delle iscritte di tutto il Comune di Pisa. Attendiamo più di cento persone mercoledì 19 dicembre, dalle 18 in poi, al Circolo "Pace e lavoro" di Porta a Mare: un passaggio importante di discussione e condivisione interna, prima di partire a tutti gli effetti con la campagna elettorale».
«La scelta di presentarci con un programma alternativo alla maggioranza uscente, che ricandida senza primarie Marco Filippeschi - prosegue Oliveri - è l'esito coerente del lavoro di denuncia e di opposizione svolto in questi anni. A dividerci è l'idea di città e la lettura della crisi. Noi crediamo che un modello di sviluppo urbano interamente fondato sulla rendita, sul sostegno a determinati gruppi economici, sulle cosiddette "grandi opere", sul consumo di suolo e su servizi sempre più a pagamento non sia ulteriormente riproponibile: è uno modello debole, che aumenta le disuguaglianze tra le persone, i gruppi e i quartieri e impoverisce le future generazioni. L'insicurezza generata da questo modello, e acuita dalla crisi, non si governa con le ordinanze ma con politiche strutturali di nuovo tipo, capaci di creare occupazione stabile nei settori produttivi, di redistribuire reddito, di migliorare la vivibilità a partire dalle periferie, di recuperare ad usi sociali i tanti immobili vuoti, di garantire massima trasparenza e partecipazione alle scelte».
«L'assemblea degli iscritti - sottolinea Oliveri - è chiamata ad articolare questa idea di città in campagne e proposte operative realizzabili, che sappiano parlare innanzitutto alla nostra base fatta di lavoratori dipendenti e autonomi, di giovani precari, di pensionati, di abitanti dei quartieri popolari. Il nostro percorso è e resta aperto a tutte le forze sociali e politiche che intendono promuovere una forte discontinuità rispetto alle scelte dell'attuale amministrazione. Se finora non abbiamo proposto nessun nostro candidato a sindaco è perché non ci interessa chiuderci in un recinto, abbassando il dibattito ad una questione di nomi. Noi puntiamo innanzitutto a definire, nella maniera più ampia e partecipata possibile, i contenuti di un'altra idea di città. Una volta definito un programma comune, potremo elaborare con chi lo condivide un metodo democratico per individuare il candidato che meglio incarna la nostra proposta. Se lavoreremo bene, intercettando in maniera costruttiva il disagio e la voglia di cambiamento che si respira in città, possiamo legittimamente aspirare a passare al secondo turno».
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