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Ospedale, mesi di attesa per una visita
I tempi programmati dal piano regionale non sono rispettati. Il direttore dell’azienda: «L’organizzazione sarà rivista»
PISA. I tempi delle visite mediche programmate dal piano sanitario della Regione Toscana non sono rispettati come dovrebbero essere. I tempi delle visite a cui dovrebbe essere dato appuntamento entro 15 giorni, sforano tutti questo limite. Per non parlare di ecografie là dove invece di 30 giorni si arriva anche a 332.
Nella tabella che pubblichiamo il periodo preso in esame va dal 15 al 30 ottobre, «ma la situazione ancora oggi resta complessa con una forte domanda soprattutto per quanto riguarda le visite ambulatoriali» afferma Carlo Tomassini, direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana il quale fa una premessa: «Ma le visite urgenti, entro 72 ore, vengono espletate».
La differenza fra tempi sulla carta e reali è notevole e di questo problema è consapevole la direzione aziendale «tanto è vero - aggiunge Carlo Tomassini - che stiamo studiando una nuova organizzazione che coinvolge necessariamente anche il Cup, Centro unico prenotazioni. La nuova organizzazione andrà a regime tra febbraio e marzo del prossimo anno. Qui a Pisa, dobbiamo fronteggiare una domanda elevatissima che arriva da fuori. Solo per i ricoveri, non per le visite, oltre il 20% dei pazienti giunge da oltre i confini regionali».
Il dato più clamoroso riguarda i forti ritardi per le ecografie. Un problema che l’Aoup aveva in precedenza cercato di risolvere «aumentando l’offerta del 30%, ma nonostante ciò - aggiunge Tomassini - la nostra maggiore offerta si è saturata in poco tempo. Sono moltissimi i pazienti che vogliono venire a Pisa e stiamo cercando di fronteggiare questi bisogni come meglio possiamo».
«Rispetto alla seconda quindicina di ottobre quando venne effettuata la verifica sui tempi di attesa delle liste - fa sapere Marco Frediani, rappresentante Cgil per la categoria infermieristica - la situazione non è certamente migliorata, anzi semmai è peggiorata».
Ma come spiega, domandiamo al sindacalista, la ragione di questi tempi d’attesa così lunghi? «Se il servizio nei confronti dell’utenza viene migliorato, di conseguenza si allungano anche le liste d’attesa perché c’è una maggiore richiesta» è la risposta di Marco Frediani il quale sottolinea quanto importante sia per fare calare i tempi d’attesa delle visite, il lavoro che viene svolto in precedenza dai medici di famiglia «i quali sono tenuti al rispetto di un protocollo di appropriatezza che in parole semplici significa, per fare un esempio, di non prescrivere una Tac se non c’è un reale bisogno nel caso sia sufficiente una radiografia».
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