Il presidio
Frantoi aperti senza sosta Produzione super di olio
La quantità raccolta è stata abbondantissima ed anche la qualità è ottima Gli olivicoltori tutti soddisfatti: «Dopo la siccità, le piogge al momento giusto»
CALCI. Attività febbrile nei frantoi per fare fronte all’abbondanza di olive. Gli addetti ai lavori sono costretti agli straordinari, giorno e notte. Dopo le magre dello scorso anno, nel 2012 si registra una produzione super. «C’è la qualità e c’è la quantità – commenta Fabrizio Berti Lorenzi, titolare dell’omonima casa olearia a Val di Vico, al confine tra i Comuni di San Giuliano e Calci -. L’estate scorsa, ad un certo punto, temevamo che la siccità avesse compromesso seriamente la maturazione con danni irreparabili. Invece le piogge sono arrivate al momento giusto contribuendo a risultati assolutamente buoni. Diversificata la resa – sottolinea il noto imprenditore – inizialmente il valore si aggirava attorno al 13%, adesso anche il 17% ma pare destinato a crescere. Si tenga presente che, anche a fine gennaio, si continuerà la raccolta con la successiva frangitura».
Note molto positive anche da uno degli oliveti più in alto sul monte pisano, quello di Roberto Chesi alle Codole, ricercatissimo, nei pressi di Campo di Croce e sotto Santallago. «Qui viene superato il 19%, un indice eccezionale», fa sapere Paolo Degli Innocenti che abbozza una classificazione di massima: «Si può discutere del cultivar, cioè di una varietà anziché un’altra. Dal delicato leccino all’amaro moraiolo, dal razzo al piccante frantoio, dal pendolino al ciliegino: siamo comunque in presenza di un olio eccellente».
Interviene Daniela Vannelli, assaggiatrice di fama nazionale, già allieva di Luigi Gino Veronelli, il maestro della degustazione. «Ai giorni nostri – dice la Vannelli – qui da noi, registriamo una produzione molto importante. Si pensi che in Italia esistono ben 642 tipi, in grado di rispondere a tutti i gusti. Però quello che si produce in provincia di Pisa, specificatamente sul monte e a valle, è il migliore in assoluto. Un momento fondamentale – aggiunge – è la spremitura. Va sempre più di moda la lavorazione del denocciolato, cioè la separazione dal nocciolo dalla polpa per mezzo di uno specifico macchinario. Il procedimento, nelle successive fasi, non può che svolgersi lontano da fonti di luce e calore. Può succedere - è la conclusione - che un’ottima partita di olive si comprometta quando non vengono rispettate regole severe e precise».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
