Il Tirreno

Pisa

Capoluogo, ora Pisa sorpassa Livorno

di Francesco Loi
Capoluogo, ora Pisa sorpassa Livorno

Proposto un emendamento al Senato sia da Pd che da Pdl per designare la provincia (e non il comune) con più residenti

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PISA. Sul capoluogo Pisa tenta il sorpasso. E mette a segno un punto che non può ancora essere considerato decisivo, ma che potrebbe diventarlo. C’è infatti un emendamento all’articolo 3 comma 1 del testo di riordino delle province, proposto in sede di commissione affari costituzionali del Senato, che chiede di cambiare il criterio per la scelta, facendo prevalere non più il comune già capoluogo con maggiore popolazione residente, ma la provincia con il numero più elevato di abitanti. In questo caso Pisa (411mila abitanti circa) diventerebbe capoluogo sia con l’aggregazione delle quattro province costiere, sia nell’eventualità della sola unione con Livorno (343mila residenti circa).

Occorre sottolineare due aspetti: il primo è che l’emendamento è stato proposto sia da un senatore del Pd (Bianco) che da uno del Pdl (Saltamartini), relatori della commissione; il secondo è che si tratta appunto di una proposta. Nessuna certezza, dunque, anche se l’indicazione è significativa. Da domani comincerà in commissione la discussione che dovrà portare al voto. Si consideri anche un’altra incognita: il decreto legge sul riordino delle province è da convertire entro il 6 gennaio; i tempi sono stretti e l’approdo del percorso non è scontato per le tensioni politiche, tanto che il Pdl potrebbe porre in aula la pregiudiziale di incostituzionalità bloccando tutto. Da precisare poi che, secondo i proponenti, il criterio sul capoluogo avrebbe carattere transitorio, tale da permettere l’avvio della riforma; dovranno poi essere i consigli comunali a decidere nel momento dell’approvazione dello statuto, secondo parametri però ancora da individuare.

Su questa possibile svolta sia il sindaco Marco Filippeschi che il presidente della Provincia Andrea Pieroni esprimono, pur con cautela in attesa di ulteriori conferme, la loro soddisfazione per una «scelta che sarebbe migliorativa e più rappresentativa delle realtà territoriali».

Differenze invece restano ancora sulla nuova provincia. Per Filippeschi deve essere a quattro (Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara), per Pieroni a due (Pisa e Livorno). Va detto che negli emendamenti - sia di Pd che Pdl - si fa riferimento solo all’unione Pisa-Livorno. Pieroni aggiunge: «E’ l’assetto più equilibrato per la Toscana, con le Province che non scompaiono e che, in tale ambito, potrebbero svolgere con efficacia le loro funzioni». Filippeschi ricorda il documento firmato dai sindaci (di Pisa, Livorno, Massa e Carrara, con questi ultimi dunque poco propensi ad andare da soli con Lucca) a sostegno dell’aggregazione a quattro, confermando «la scelta del Cal, fatta propria dal consiglio regionale». Per Filippeschi «non tener conto delle volontà della città sarebbe una forzatura pesante». Pieroni precisa: «Il consiglio regionale aveva accolto entrambi i documenti presentati, anche la proposta di Upi sullo sdoppiamento».

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