Il Tirreno

Pisa

La Regione premia il progetto di bonifica del torrente Zambra

di Marzia Ara
La Regione premia il progetto di bonifica del torrente Zambra

Lo studio realizzato da Irene Di Vittorio e Emanuele Macchi che hanno mobilitato il paese per tutelare il corso d’acqua

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MONTE SERRA. È pronto il progetto per bonificare e mettere in sicurezza lo Zambra, il corso d’acqua più importante che scende giù dal monte pisano ed è un affluente dell’Arno.

Lo studio realizzato da due giovani ha partecipato ad un concorso indetto dalla Regione Toscana che lo ha premiato stanziando 16.500 euro.

Si tratta adesso di fare le opere per le quali sono competenti il Consorzio Fiumi e Fossi, il Comune di Calci, l’amministrazione provinciale ed altri soggetti. Intanto è stato importante individuare le cause del degrado e indicare soluzioni.

Per troppo tempo si sono chiusi gli occhi nell’indifferenza generale. Omissioni colpevoli alle quali ora si cercherà di porre rimedio.

A smuovere… le acque (è proprio il caso di dirlo) Irene Di Vittorio ed Emanuele Macchi, con l’assistenza tecnica di Claudia Casini, i quali in mezzo alla gente hanno attivato petizioni, raccolto firme, promosso laboratori con i ragazzi, organizzato mostre ed assemblee. Per mesi una mobilitazione generale.

Ciò che colpisce è la partecipazione di centinaia di persone le quali hanno sottoscritto mozioni, espresso compilato moduli avanzate critiche, manifestato proteste e formulato proposte.

Dice Irene Di Vittorio: «Abbiamo offerto alla comunità occasione (tempi e spazi) per discutere del rapporto tra abitanti e area fluviale dopo il disuso dei numerosi mulini un tempo presenti. Si è sviluppata una riflessione sull’elemento “acqua” anche in corrispondenza delle piene o della siccità. Sono stati toccati i temi dell’educazione ambientale, il corretto uso della risorsa idrica nella quotidianità, la giusta gestione nel pianificare il territorio anche tenendo conto di strumenti urbanistici e norme edilizie. In pratica, abbiamo lavorato lungo un percorso amministrativo atto a valorizzare gli abitati attorno allo Zambra».

Prende la parola Emanuele Macchi: «Obiettivo specifico del progetto è quello di un piano di azione per lo Zambra che individui le priorità nelle azioni di tutela, valorizzazione e manutenzione da portare avanti sia da parte degli enti competenti che da parte dei singoli cittadini. Diverse le fasi del progetto nell’arco di sette mesi. Adesso si è costituito un comitato di garanzia per monitorare anche in proiezione futura il corso d’acqua. Di sicuro c’è un’informazione neutrale ed imparziale. È interesse di tutti vigilare sulla correttezza scientifica ed amministrativa».

La gente di Calci ha sempre avuto una forte relazione con lo Zambra, sebbene oggi il torrente abbia perso la forte valenza funzionale e sociale che rivestiva in passato.

«Se da una parte lo Zambra è stato caratterizzato dalla presenza di più di cento mulini, ormai dismessi - si legge sul sito web “Quale futuro per lo Zambra?” - oggi risulta un rigagnolo di acqua sottoposto a degrado, abbandono e alle condizioni climatiche di siccità spinta e, nel contempo, ad un utilizzo della stessa risorsa acqua esercitato troppo spesso in forme “poco democratiche” quali ad esempio la captazione e lo scarico abusivo delle acque reflue. La necessità di poter rivivere come cittadini un torrente che rappresenta una risorsa non solo ecologica, ma anche socio-economica è il punto di partenza di questo progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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