La Tenuta resterà al Parco di S. Rossore
Trovata una mediazione fra Regione e istituzioni locali: una convenzione regolerà la gestione solo del 10% dell’area
PISA. Alla fine è stato trovato un punto di mediazione condiviso dalla Regione Toscana, dal consiglio comunale di Pisa e dalla direzione del Parco di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli. La Tenuta di San Rossore non sarà inserita nel progetto regionale dell’Ente “Terre regionali toscane” con finalità agro-zooteniche, ma resterà sotto l’amministrazione del Parco. Tuttavia, i 380 ettari (circa il 10% del totale della Tenuta in cui si trovano gli allevamenti e i terreni coltivati) saranno regolati da un’apposita convenzione fra il Parco di San Rossore e l’Ente “Terre regionali toscane”.
La conclusione di questo iter è avvenuta dopo una serie di riunioni e mediazioni che hanno preceduto il consiglio comunale di ieri a cui hanno partecipato Gianni Salvadori, assessore regionale all’agricoltura, Paolo Tognocchi, consigliere regionale del Pd, Fabrizio Manfredi, presidente del Parco di San Rossore, Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano ed ex presidente del Parco, Giacomo Sanavio, assessore provinciale all’agricoltura.
Il progetto dell’Ente “Terre regionali toscane” include l’Azienda agricola di Alberese le cui finalità sono quelle di sviluppare l’agricoltura in modo anche da dare una valida opportunità di lavoro ai giovani. In questo progetto, in un primo tempo, era stata inserita la Tenuta di San Rossore, ma si sono alzati gli scudi contro questa protesta: contrari il presidente del Parco di San Rossore che ha difeso a spada tratta l’importanza dell’ambiente della Tenuta, un “unicum” ambientale su cui gravano vincono monumentali e paesaggistici. Contrari anche il sindaco Giancarlo Lunardi così come lo stesso sindaco Marco Filippeschi e l’onorevole Paolo Fontanelli. Soluzione non gradita anche dai dipendenti del Parco che ieri in consiglio comunale hanno manifestato con striscioni e volantini.
Di fronte ad una protesta così vasta, la Regione Toscana ha rivisto i suoi obiettivi e il presidente del Parco, giorni fa, aveva lasciato una porta aperta sul quel 10% della Tenuta di San Rossore dove ci sono allevamenti e terreni adibiti a pascolo. E proprio su questa linea si sono incontrate le istituzioni arrivando a votare una mozione con i voti favorevoli di 29 consiglieri comunali su 30 e l’unico voto contrario di Diego Petrucci.
La mozione è stata preceduta da un lungo e articolato dibattito in cui ognuno ha espresso le proprie opinioni. Alla fine è stato votato il documento in cui considerare «le valide finalità ispiratrici della proposta di legge - si legge - volte alla riorganizzazione e alla valorizzazione delle superfici agricole e forestali in disponibilità della Regione Toscana, possano essere perseguite mediante una collaborazione fra Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli e Ente Terre Regionali Toscane, regolata da una apposita convenzione riferita alle aree attualmente destinate alla produzione agro-zootecnica che mantenga la funzionalità degli interventi della Tenuta di San Rossore rispetto alle finalità complessive a tutela dell'ambiente della biodiversità di cui è titolare l'Ente Parco. Senza violare le vigenti disposizioni che tutelano la Tenuta considerandola un unicum, non solo sotto il profilo storico, paesaggistico ed ambientale ma anche come sito di interesse comunitario facente parte della Rete Natura 2000 e come parte significativa della Riserva della Biosfera dell'Unesco».
Per questo, il consiglio comunale ha chiesto che «le funzioni amministrative di competenza regionale attinenti la gestione della Tenuta di San Rossore, avendo come obiettivo preminente la tutela della biodiversità, siano mantenute all'Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli». Chiedendo, infine lo stralcio per la Tenuta di San Rossore dalla iniziale proposta di legge.
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