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Carcere, nuove sale per l’incontro coi figli
PISA. Entrare in un carcere per scontare una condanna vuol dire anche, fra le tante cose, dover reimpostare gli affetti, che fino a poco tempo prima facevano parte della vita di tutti i giorni. Fra...
PISA. Entrare in un carcere per scontare una condanna vuol dire anche, fra le tante cose, dover reimpostare gli affetti, che fino a poco tempo prima facevano parte della vita di tutti i giorni. Fra questi vi sono i legami con i parenti ed in modo particolare con i figli, che più di ogni altro pagano un prezzo molto alto, soprattutto quando sono piccoli. I bambini, oltre ad essere deprivati della presenza di un genitore, devono affrontare i colloqui in carcere, non sempre in ambienti adeguati, che troppo spesso finiscono per rendere opprimente l'incontro con il genitore, già di per sé difficile data la separazione e la lontananza. Per superare tutto il grigiore e la fredda atmosfera che una struttura di reclusione può comunicare, anche il carcere Don Bosco ha inaugurato uno spazio adeguato agli incontri dei reclusi con i propri figli.
"Nella nuova sala - spiega il direttore, Fabio Prestopino - le persone detenute possono incontrare i loro familiari, soprattutto i figli, in un ambiente più luminoso, e abbellito con i personaggi dei cartoni animati disegnati sulle pareti, ed evitare così le scomode panche ed il vecchio bancone che li separava dai loro affetti, grazie all'introduzione di comode poltroncine".
Un'inaugurazione che ha avuto un grande significato per il Don Bosco: "Un evento - continua Prestopino - che è stato realizzato grazie alla partecipazione di molti, ai quali rivolgo il mio riconoscente ringraziamento con l'auspicio che altri progetti possano essere avviati e portati a termine nel prossimo futuro".
È proprio il caso di dire che l'unione ha fatto la forza, infatti, solo grazie alla buona volontà di più componenti si è avverato il sogno di molti detenuti-genitori. I partner di questo progetto sono: la Scuola Edile, che ha messo a disposizione i docenti per la realizzazione dei corsi rivolti ai reclusi, che hanno fatto i lavori e ricevuto un attestato; il progetto Glem (Giù le Mura) finanziato dalla Provincia con l'assesse Anna Romei; il progetto Vivibilità, finanziato dalla Cassa Ammenda, l'associazione Cif, che si è occupata di reperire gli arredi, il personale della Polizia Penitenziaria che ha collaborato con gli insegnanti e la Direzione del carcere alla realizzazione dei progetti.
Un ringraziamento speciale va ai detenuti-artisti Perri e Marcellino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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