Il Tirreno

Pisa

Milioni di euro coi bus nelle casse di Pisamo

Milioni di euro coi bus nelle casse di Pisamo

È l’introito per 52mila mezzi l’anno allo scambiatore, che pure resta un pessimo biglietto da visita

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PISA. Eppure si potrebbe migliorare questo percorso o quantomeno rendere più accogliente e vivibile il parcheggio di via Pietrasantina, perché quel che conta è il primo approccio e questo biglietto da visita, a parte la bellezza dei monumenti che si ammirano poco dopo, è il peggiore che si possa dare. «Le cadute - dice Silvia Piccini - sono tantissime, cade perfino chi ha il deambulatore: una cosa che abbiamo segnalato più volte, ma caduto nel silenzio. I turisti ppoi, per lo più, non si fermano per andare in ospedale, si fanno medicare e scappano letteralmente, non denunciano gli incidenti, fuggono. La caduta peggiore appunto è quella svoltato l’angolo di piazza Manin: lo abbiamo fatto presente, è il caso di dirlo, in tutte le lingue, ma non interessa a nessuno».

Facendo due rapidi conti quanto incassa Pisamo, che gestisce il parcheggio di via Pietrasantina, in un anno? Tenendosi bassi sicuramente più di due milioni e mezzo di euro. Un bus di quasi nove mentre infatti paga 134 euro e 50. Poi ci sono vari livelli di mezzi e vari tipi di sconti: a seconda delle convenzioni, ad esempio per manifestazioni sportive, sindacali, politiche, si hanno ribassi del 20, del 50 e addirittura dell’80%. Si può pagare da un massimo di 134.50 euro a 113 fino alle minime tariffe di trenta circa. Facendo una media, al netto ribasso, di 50 euro a mezzo e calcolando che, secondo i dati forniti dall’osservatorio turistico provinciale, arrivano in via Pietrasantina 52mila bus all’anno, circa 142 al giorno, anche se la massima distribuzione è sull’alta stagione, l’incasso sarebbe di due milioni e seicento mila euro. Si potrebbero davvero fare tante cose per un posto, come dice una guida, «di giorno brullo e di notte ricovero di drogati e scambisti: sfido che i bancarellai lo snobbano...».

Invece tutto resta così.

«Fra via Fedi e via da Vinci - conclude una guida - si approda in una piazza che all’ora di pranzo diventa pittoresca, perché arriva una sgargiante signora senegalese con un pentolone a dar da mangiare ad una folta schiera di connazionali abusivi, scenetta sicuramente singolare e tenerissima, ma alcuni turisti storcono il naso, anche perché questa gente non è accolta, ma abbandonata a sé stessa». (c.v.)

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