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Il gioiello del Settecento era diventato un deposito di bici e di oggetti smarriti
Il teatro Rossi, originariamente teatro Prini (solo nel 1878 sarà dedicato all'attore teatrale livornese Ernesto Rossi), fu costruito nel 1770 in sostituzione dell'antico teatro della piazzetta di...
Il teatro Rossi, originariamente teatro Prini (solo nel 1878 sarà dedicato all'attore teatrale livornese Ernesto Rossi), fu costruito nel 1770 in sostituzione dell'antico teatro della piazzetta di Banchi, il più antico teatro cittadino. Fino agli anni Cinquanta del Novecento ha ospitato importanti compagnie, diventando un glorioso palcoscenico per la lirica, la prosa e il ballo. A partire dalla seconda metà del Settecento, subisce una serie di restauri e l'ultimo, nel 1912, sostituisce l'ultimo ordine di palchi (il quarto) con una galleria. Nel 1940 il Rossi viene messo all'asta e acquistato dalla Cassa di Risparmio di Pisa che lo cede, due anni dopo, alla federazione fascista. Durante gli anni Cinquanta viene trasformato in cinematografo. Nel 1956 il Genio Civile interviene con un restauro che porta, fra le altre cose, alla demolizione della volta lignea decorata della platea, sostituito da una calotta in cemento armato, compromettendo l'acustica del teatro. Dieci anni dopo il cinema chiude e il teatro viene convertito dal Comune in deposito di oggetti smarriti. Le chiavi dell'edificio vengono consegnate alla Soprintendenza nel 1981 che tenta un nuovo restauro verso la fine degli anni Novanta che però fallisce come quello attuato tra il 2007 e il 2010.
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