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Pisa

Sindacati dei medici all’attacco «Qui l’informatica è un flop»

di Carlo Venturini
Sindacati dei medici all’attacco «Qui l’informatica è un flop»

La denuncia dell’Anaao: «Software che non dialogano da reparto a reparto, mancanza di lettori per le tessere elettroniche, burocrazia che rimane. Così i problemi si creano invece di risolverli»

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PISA. «L’informatizzazione così come è fatta a Cisanello complica il lavoro invece di agevolarlo». E’ questa la posizione del sindacato dei medici ospedalieri Anaao che denuncia una serie di problemi legati appunto a un’informatizzazione parziale, scoordinata o inefficiente. Gli esempi sono tanti: dalla mancanza di lettori della tessera elettronica dell’operatore (prevista da una legge regionale), all’incomunicabilità tra i diversi software ed archivi elettronici da reparto a reparto e da ospedale ad ospedale, alla farraginosità dei nuovi regolamenti aziendali sulla privacy (con sette fogli cartacei da riempire e far firmare per ogni singolo paziente). A tutto ciò si aggiunge che i medici per accedere ai singoli database sanitari e quindi ai computer, sono costretti a cambiare le password ogni tre mesi.

L’Anaao ricorda inoltre che il decreto sulla digitalizzazione e dematerializzazione dei dati è uscito due anni fa e quindi vi è un evidente ritardo. «A regola dovremmo essere in grado di mettere in rete i dati dei pazienti – spiega Gerardo Anastasio dell’Anaao - aggiornare le loro cartelle cliniche elettroniche, redigere certificati on line per giustificare l’assenza dal luogo di lavoro dei pazienti ricoverati ma in realtà non possiamo fare nulla anche perché stiamo ancora aspettando di fare un corso ad hoc».

Al di là del corso “fantasma”, l’Anaao sostiene che tutte queste operazioni non si possono fare perché da un lato mancano i lettori delle carte delle tessere sanitarie regionali, dall’altro perché gli stessi medici non hanno a disposizione i programmi necessari per l’accesso alle cartelle cliniche on line. Inoltre non tutti i pazienti hanno una tessera sanitaria attiva, dato che per renderla funzionante bisogna andare a fare la coda presso i distretti sanitari che rilasciano nome utente e password. Difficile poi pensare che la maggior parte degli anziani sia internauta.

«La mancata possibilità di usare in maniera efficiente i sistemi informatici – continua Anastasio - è complicata inoltre da una nuova direttiva sulla privacy che impone ai medici di far leggere ed eventualmente firmare, sette fogli al paziente, ad esempio per il consenso alle trasfusioni, alle lastre, alle operazioni chirurgiche ed altro ancora».

Il paradosso sembra che sia che per far “sparire la carta” si continuano a produrre moduli (di carta) che vanno ad aumentare lo spessore dei faldoni delle cartelle cliniche. «La cosa più incredibile – spiega il sindacalista – è che spesso i sistemi software dei vari reparti non dialogano tra di loro e mentre una volta questi inconvenienti venivano risolti da un pool di tecnici informatici che stavano qui a Cisanello, ora è tutto delegato ad un ufficio che ha sede all’Estav che non conosce i programmi e fa fatica persino a capire i problemi dei vari reparti».

Ironia della sorte, tutto ciò accade a Pisa che ha ospitato a buon diritto, l’Internet festival. E pensare che la soluzione a tutti questi problemi, sarebbe a portata di mano, almeno stando al sindacato.

«Basta passare il foro ed andare a Lucca, o a Empoli o alla Fondazione Monasterio – spiega Anastasio - per vedere pazienti che indossano bracciali con codici a barre - cosa che facilita enormemente le attività di prescrizione degli esami e di somministrazione delle terapie - e medici che girano con tablet-personal computer ed hanno subito a disposizione tutte le informazioni necessarie per curare al meglio i propri pazienti ed oltretutto cion un notevole risparmio di tempo e di denaro».

La Regione Toscana spinge molto sull’informatizzazione nel settore sanitario ma c’è ancora molto da fare.

«I sistemi informatici dovrebbero essere friendly e cioè facili da usare e da gestire mentre invece sembra di aver acquistato un cellulare con un manuale d’uso di 200 pagine incomprensibili», conclude amaramente Anastasio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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