Il Pd ai ribelli «Insinuazioni gravi, invece del confronto»
PISA. E’ firmata dai due segretari Francesco Nocchi (provinciale, nella foto) e Andrea Ferrante (comunale) la replica ai “ribelli” del Pd che chiedono le primarie e hanno già in mente anche il...
PISA. E’ firmata dai due segretari Francesco Nocchi (provinciale, nella foto) e Andrea Ferrante (comunale) la replica ai “ribelli” del Pd che chiedono le primarie e hanno già in mente anche il possibile “competitor” da mettere in pista per sfidare (in amicizia, s’intende) Filippeschi. «Il diffuso e sentito bisogno di buona politica dovrebbe consigliare atteggiamenti improntati a serietà, equilibrio e sobrietà - attaccano i due segretari - Il gruppo raccoltosi dietro la sigla "A proposito di Pisa" ha scelto evidentemente una linea di condotta diversa, forse per guadagnarsi più attenzione dall'opinione pubblica. Non ci spieghiamo altrimenti l'autentica escalation di confuse esternazioni a cui stiamo assistendo». Nocchi e Ferrante parlano di polemiche sgradevolmente allusive, «con argomenti mai proposti nelle numerose sedi di discussione, interna e pubblica, che il nostro partito offre ogni giorno. Ce ne sarebbe in abbondanza per discutere del leale, non ambiguo e non opportunistico senso di appartenenza ad una libera associazione quale è un partito politico».
Ma rimanendo al merito della questione, i due segretari proseguono: «Siamo convinti che la politica debba servire a dare una buona amministrazione alle comunità. Compito dei partiti è costruire delle proposte di governo - programmi, persone capaci di attuarli - che, sottoposte al vaglio del consenso, trovino in esso la loro eventuale legittimazione. Per questo, in questi anni, abbiamo dato vita a coerenti e solide coalizioni, unite da una proposta politica chiara fondata su sviluppo, qualità urbana e solidarietà sociale. Grazie a questa opzione, che non vieta ad altri di proporne di differenti, la città ha conosciuto importanti avanzamenti. E questo senza mai chiudersi, ma nel dialogo con tutta la città. Chi vuole lavorare per costruire qualcosa di diverso deve dichiararlo senza infingimenti. Saranno i cittadini a valutare la coerenza, anche dei singoli, e la credibilità delle proposte. Noi non temiamo il giudizio e intendiamo affrontare serenamente il passaggio elettorale chiedendo una riconferma. Dove sarebbero la chiusura e l'imbarazzo?».
«Nel frattempo -concludono - non celati dietro un sito internet, ma ben piantati fra le persone, in assemblee pubbliche stiamo costruendo il programma per il prossimo mandato. Chi ha vietato a chi ora polemizza di venire a confrontarsi? Temiamo che siano state la paura del contraddittorio e la povertà degli argomenti. E l'imbarazzo nel sostenere di fronte a tanti che dedicano il loro impegno alla città che possano averlo fatto nella mancanza di trasparenza. Un'insinuazione grave, infondata e gratuita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google