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Bancarelle di Natale contro la criminalità alla stazione
PISA. Il comitato “Stazione sicura”è tornato a riunirsi in seguito ai recenti episodi di violenza avvenuti nei pressi della galleria Gramsci . Negli ultimi quattro giorni , dopo la chiusura del Punto...
PISA. Il comitato “Stazione sicura”è tornato a riunirsi in seguito ai recenti episodi di violenza avvenuti nei pressi della galleria Gramsci . Negli ultimi quattro giorni , dopo la chiusura del Punto Snai, è stata rilevata una maggiore percezione di sicurezza nel quartiere. Ma non basta. Diego Petrucci, consigliere comunale, insieme a Nilo Cerri e Faustino Frullini, storici promotori del comitato, ha chiesto alle autorità istituzionali cittadine un intervento deciso, «prima che si giunga ad un punto di non ritorno». Due le richieste fondamentali per riqualificare il quartiere: un presidio fisso operativo, con almeno quattro uomini, e la riappropriazione degli spazi del loggiato, dove potrebbero essere ospitati gli attuali mercatini natalizi previsti in Logge di Banchi.
«Al sindaco, al prefetto e al questore chiedo la migliore ridistribuzione delle forze dell'ordine, razionalizzando quelle deputate alla sorveglianza della Torre e al borseggio in piazza dei Miracoli - ha detto Petrucci -. Inoltre, stiamo combattendo da anni perché i mercatini di Natale, tre settimane piene, possano svolgersi sotto i portici di via Gramsci, almeno in via sperimentale».
Il completamento di piazza Vittorio Emanuele dovrebbe costituire il viatico per il trasferimento delle bancarelle natalizie. Il gran movimento, da un lato, potrebbe ossigenare gli operatori commerciali della zona (provati dal degrado del quartiere) e dall'altro, dare nuova vita (e sicurezza) alle famiglie che lo abitano. «Bisogna anche considerare – ha ribadito Petrucci - che l'asse commerciale stazione-via Gramsci-corso Italia fino a Borgo Largo, sarebbe l'asse di shopping più lungo della Toscana».
Ma per ripristinare la sicurezza ed il commercio nella piazza della Stazione, occorre che poliziotti e carabinieri svolgano un servizio operativo e non di semplice deterrenza. Occorrono insomma controlli capillari dei documenti, degli orari di chiusura dei minimarket e dello spaccio. «Vogliamo che l'attenzione di cui è stata oggetto via Gramsci non si limiti a quattro giorni, ma che duri almeno quattromesi” ha invocato Cerri.
Renata Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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