Il Tirreno

Pisa

Sapienza, via libera alla soluzione soft I libri al piano terra

di Gianluca Campanella
Sapienza, via libera alla soluzione soft I libri al piano terra

Così si potrebbero fare i lavori senza spostare la biblioteca Il senato accademico approva, oggi si esprime il Comune

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il senato accademico ha approvato ieri la mozione unitaria sulla Sapienza, che oggi passa in consiglio comunale e alla quale aderiscono anche Provincia e Ardsu, l’azienda regionale per il diritto allo studio. Come deciso durante la Conferenza università-territorio dello scorso 4 ottobre, i consiglieri comunali Carlo Scaramuzzino e Antonio Mazzeo hanno preparato un testo in cui «la Città fa appello ai parlamentari tutti per sollecitare un loro intervento affinché la vicenda del palazzo della Sapienza sia trattata all’interno dei provvedimenti straordinari connessi con gli eventi tellurici del maggio scorso». In pratica, come anticipato ieri dal Tirreno, si chiede «un intervento diretto della Presidenza del Consiglio finalizzato all’inserimento di un primo stanziamento di bilancio all’interno della prossima legge di stabilità» e giustificato dai danni che il terremoto in Emilia ha causato all’edificio.

Il cuore del documento verte sulla questione finanziaria, ma non mancano spunti polemici verso il Mibac, ministero dei beni culturali. Nelle premesse della mozione, infatti, si ricorda che l’Ateneo è proprietario dell’immobile della Sapienza, ma la Bup – Biblioteca universitaria con oltre 600mila volumi, di cui alcuni antichi – afferisce al Mibac, che in questi mesi ha fatto poco. Dal 29 maggio, giorno dell’ordinanza sindacale che ha chiuso la Sapienza, soltanto lunedì scorso l’Agenzia del Demanio ha destinato una sede transitoria per un punto di consultazione della Bup: una parte dell’ex convento San Matteo, già sede della biblioteca di Storia delle arti; «mentre non ha ancora risposta il problema della collocazione provvisoria dei libri».

E così «l’Università ha trovato con tempestività soluzioni transitorie per la didattica, la ricerca e per la Biblioteca giuridica, ricca di oltre 110mila volumi»: si tratta dell’altra biblioteca ospitata nel palazzo, di competenza dell’Ateneo insieme alla facoltà di giurisprudenza che aveva sede proprio in Sapienza; invece i libri della Bup sono ancora al primo piano e con il loro peso mettono in crisi la staticità dell’edificio. Ora c’è una commissione tecnica mista di tecnici ministeriali e ingegneri del dipartimento pisano e «le diverse istituzioni cittadine fanno appello al gruppo di lavoro di operare senza escludere a priori alcuna ipotesi, compresa quella di attuare le indagini e i lavori di consolidamento spostando i libri all’interno dell’edificio stesso». Se serve a fare prima, si portino i libri al piano terra e non fuori, in uno spazio che l’Università «metterà a disposizione del Mibac». L’obiettivo è che Bup e Giurisprudenza «possano tornare nella loro sede storica». Ma se le perizie dicessero che ciò non è possibile, per la nuova sede della Bup sarebbe «da perseguire la proposta del Mibac di riconversione dell’ex Convento di S. Nicola in piazza Carrara», l’ex Intendenza di Finanza. Con un piccolo problema: chi paga? La mozione non lascia dubbi: «Non esistendo al momento risorse disponibili per l’oneroso intervento edilizio è quindi necessario un impegno finanziario urgente del Mibac. Analoga esigenza di reperimento di risorse esiste anche per i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell’edifico della Sapienza, che non possono essere a carico totale del bilancio dell’Università di Pisa, ed è quindi urgente un impegno straordinario in questo senso del ministero dell’Università».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani