Il Tirreno

Pisa

Assalto in farmacia col cacciavite

di Luciano Bartalini
Assalto in farmacia col cacciavite

Il rapinatore, col volto travisato, è fuggito con 1.200 euro. Una cliente è svenuta

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SAN GIULIANO. Con un grosso cacciavite si fa largo tra la clientela e preleva indisturbato 1.200 euro dalla cassa. È con questa semplice dinamica che si è consumato il secondo furto alla farmacia Dinucci in via M.L.King, dopo quello già subito nell’aprile del 2011.

Il colpo è stato fatto intorno alle 18 di venerdì pomeriggio tra l’incredulità dei presenti e l’indifferenza di un cliente di poco meno di trent’anni che con tutta probabilità avrebbe potuto fare qualcosa per vanificare l'azione del ladro.

«Non sono tanto rammaricato per i soldi persi – afferma con un pizzico di amarezza il dott. Francesco Dinucci che non era presente al momento del furto – quanto per il mancato senso civico di chi uscendo ha incrociato il ladro senza neanche pensare di poter dare l’allarme o di fare una breve telefonata alle forze dell’ordine. Secondo una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che all’uscita della farmacia il giovane abbia incrociato l’autore del furto intento con una mano a coprirsi il viso con un foulard, mentre con l’altra già brandiva il grosso cacciavite. Una atteggiamento non colto o forse lasciato cadere nel vuoto per la paura di eventuali ripercussioni che alla fine hanno spianato la strada al diabolico piano dello sconosciuto».

Il malvivente, In tuta ginnica e senza particolari flessioni dialettali, si è fatto largo tra gli otto clienti (tra cui sei donne) in un clima di assoluta glacialità intimando alla dottoressa Annarita, presente insieme ad un'altra collega, di aprire la cassa dalla quale ha sottratto tutto il denaro che era custodito all’interno. Nessuno ha mosso un dito o tentato di seguire i passi del ladro anche perché una anziana cliente presente è crollata a terra per un improvviso malore dal quale si è fortunatamente ripresa subito dopo. CErtamente, la vista del malvivente con il cacciavite in mano e il volto coperto ha generato paura fra chi era in farmacia.

«L’ultima volta – afferma ancora Francesco Dinucci – mi sono trovato di fronte ad una pistola e non ho reagito, ma al cospetto di un cacciavite non avrei certo subito con passività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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