Il Tirreno

Pisa

Non fu calunnia, avvocata assolta

Non fu calunnia, avvocata assolta

Battaglia a colpi di querele fra una legale e un funzionario delle Entrate

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PISA. Assolta perché il fatto non costituisce reato. Assolta ieri pomeriggio in tribunale, dopo tre ore e mezza di camera di consiglio, l’avvocato Anna Mallozzi, 53 anni, con studio a Santa Croce sull’Arno, accusata di calunnia. Il suo accusatore era un funzionario dell’agenzia delle entrate presso la sede di San Miniato, Pasquale Di Cecco. Tutti e due erano stati protagonisti di una sorta di guerra a colpi di querele che li ha visti, in fasi e tempi diversi, sul banco degli imputati. E per tutti e due il processo si è concluso con l’assoluzione. Lei lo aveva querelato accusandolo di aver tentato di corromperla, lui, assolto dalle imputazioni con cui era stato trascinato in tribunale, l’aveva a sua volta querelata per calunnia.

La sentenza sul caso, che risale a sette anni fa, è stata pronunciata ieri dal giudice monocratico Donato D’Auria; pm il consigliere Antonio Di Bugno. La professionista era difesa dal collega Antonio Cariello, il funzionario era assistito dall’avvocato Andrea Callaioli.

Secondo la ricostruzione della procura, nel 2005 il funzionario sarebbe stato incaricato dal suo ufficio di una verifica fiscale nello studio dell’avvocatessa, che, ironia della sorte, è anche il legale della controparte in una causa in cui Di Cecco è chiamato a rispondere di lesioni colpose. La vertenza riguarda l’installazione, in un campetto libero, aperto a tutti, che si trova vicino a casa sua, di due porte da calcio, una delle quali, caduta in una occasione, avrebbe ferito un bambino, figlio di vicini di casa, che avrebbero chiesto un risarcimento dei danni e delle lesioni subìte del piccolo. Nell’esposto presentato alla procura dall’avvocatessa, per un atteggiamento prolungato e vessatorio, si sostiene che dall’ufficio del funzionario, ad un certo punto, sarebbe stato proposto il ritiro della denuncia da parte dei clienti del legale in cambio di una verifica più morbida nello studio. Il funzionario precisa invece che, se avesse saputo la cosa, avrebbe passato tutto ai suoi colleghi. Fatto sta che Mallozzi querela Di Cecco per tentata concussione e a quel punto inizia per il dipendente dell’Agenzia delle Entrate un calvario che dura anni. A parte il mancato rinnovo dell’incarico funzionale che svolgeva e il conseguente sfumato avanzamento di carriera, determinato chiaramente dal fatto che era indagato e che su di lui pendeva un procedimento in atto, il funzionario lamenta anche di aver ricevuto un notevole danno esistenziale e dunque di immagine. L’udienza preliminare si è tenuta nel 2010 davanti al gup Leonardo Degl’Innocenti e in abbreviato il funzionario è stato assolto con sentenza passata in giudicato. La presunta parte lesa infatti non si è costituita parte civile e la procura non ha impugnato le conclusioni del caso. A questo punto la palla è passata al funzionario che ha querelato a sua volta l’avvocatessa di Santa Croce chiamandola a rispondere di calunnia, accusa per la quale Mallozzi è stata poi rinviata a giudizio. Il processo, apertosi un anno fa, si è chiuso ieri con l’assoluzione della legale perché il fatto non costituisce reato; il pm aveva chiesto la condanna dell’imputata ad un anno ed otto mesi.

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