Il presidio
Il toto-giunta già si scatena ma ci sono meno poltrone
Gli assessori saranno ridotti per legge da dodici a nove (senza capoluogo a sette) Serfogli possibile vicesindaco, entrano i “renziani”: Mazzeo favorito su Landucci
PISA. Il “toto giunta” è uno dei giochi di società più praticati alla vigilia delle tornate elettorali. Ma nella versione “anno 2013” contiene un’incognita che rende incerto qualunque pronostico: prima ancora dei nomi si deve indovinare quanti saranno i consiglieri e assessori comunali. Si voterà dopo Pasqua (che cade il prossimo 31 marzo), ma sarà ancora quaresima. Tra spending review e taglio delle province, i posti in meno saranno tantissimi.
La foto attuale. Il popolo sovrano cinque anni fa ha mandato a palazzo Gambacorti 40 consiglieri più il sindaco Marco Filippeschi; la maggioranza attuale è formata da 20 Pd (più il sindaco), due “in Lista per Pisa”, un Idv e un socialista. In virtù di questi numeri Filippeschi ha chiamato in giunta nove Pd e un esponente di ogni altro partito, scegliendo come suo vice Paolo Ghezzi, della lista civica. Come minimo nel 2013 si scende a 32 consiglieri (più uno, il sindaco) e 9 assessori (sempre più uno). Se poi il governo riesce a riordinare le province prima delle elezioni e Pisa non mantiene il capoluogo, si passa a 24+1 e 7+1, rispettivamente. Siccome un assessorato agli alleati bisogna pur sempre darlo, la cura dimagrante più dura - in caso di nuova vittoria del centrosinistra - spetta al Pd.
Vicesindaco. Ecco che qui interviene la prima voce di “radio Gambacorti”, che dà per possibile la carica di vicesindaco a un democratico e come probabile nome quello di Andrea Serfogli, attuale assessore ai lavori pubblici. Ma occorre vedere quale sarà la performance della lista civica di Ghezzi prima di considerare chiusi i giochi. Un discorso che vale per tutti: ogni possibile amministratore sarà chiamato a correre per portare fieno alla causa del sindaco e alla fine si conteranno i voti dei singoli, che faranno la differenza.
Maggioranza allargata. Che siano sette o nove i posti in giunta, tre dunque sono già “prenotati”. La radio suggerisce che i tre partiti alleati siano intenzionati a confermare gli assessori attuali: Ghezzi, Silvia Marroni (Idv) e Federico Eligi (Psi), tutti chiamati però alla sfida del quorum. E sull’Idv occorre sempre fare i conti con un’eventuale rottura a livello nazionale con il Pd. Nel caso in cui entri in maggioranza anche Sel, per le strategie del Pd sarebbe un posto in meno, perché Sinistra Ecologia Libertà avrebbe nell’esecutivo un proprio rappresentante e il nome più papabile è quello di Dario Danti. Questi è il segretario provinciale del partito e si sta spendendo per il matrimonio (anche senza primarie), posizione che in città sembra minoritaria. Se poi però Bersani e Vendola decidono di convivere, il riflesso locale diventerebbe (forse) più agile.
Le deleghe pesanti. Abbiamo “apparecchiato” già quattro o cinque coperti e finora c’è solo una donna. La giunta uscente ne ha cinque. Facile immaginare che qualcuna sarà confermata (Ylenia Zambito in pole position). Ma c’è un altro problema: ridurre gli assessori implica che ognuno abbia deleghe più pesanti. Per dirne una quasi sicura, cultura e turismo saranno accorpate. Nessun membro della giunta tranne Serfogli (che ha preso l’aspettativa) ha lasciato il proprio lavoro. Ma se l’impegno cresce, si arriva ad un paradosso: si può permettere di far politica solo chi ha molto tempo, quindi pensionati o professionisti della politica. Chi accetterà?
Le new entry. Qui i più informati non hanno dubbi: entrerà in giunta qualcuno dei “renziani”, per esempio Nicola Landucci (assessore provinciale) o Antonio Mazzeo (consigliere comunale), perché il comitato cittadino alle primarie del Pd voterà Renzi candidato premier, ma a Pisa si schiera senza se e senza ma per Filippeschi. Altre voci riguardano l’assessore provinciale Salvatore Sanzo, svincolato però da giochi di correnti.
E chi lascia. Ultima voce di “radio Gambacorti”. Fabrizio Cerri (urbanistica), per meriti guadagnati sul campo, tipo Ikea, aspirerebbe a bazzicare dalle parti di Firenze dal 2015 (come minimo in consiglio regionale): in “cambio” ora riposerebbe un giro. Al suo posto uno degli “allievi”, come i consiglieri Sandro Gallo e Carmine Zappacosta.
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