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Nessun razzismo verso l’etnia marocchina
Nell’articolo apparso ieri sul tentato omicidio del diciottenne ci si riferiva ai pusher di etnia marocchina e non all’etnia in genere. Purtroppo è in effetti saltata una parola, ma lo si poteva...
Nell’articolo apparso ieri sul tentato omicidio del diciottenne ci si riferiva ai pusher di etnia marocchina e non all’etnia in genere. Purtroppo è in effetti saltata una parola, ma lo si poteva dedurre dal seguito della frase, dai periodi successivi e dal tono dell’articolo, in cui si parlava anche di esistenze emarginate. In una lettera arrivata in redazione si estrapola dal contesto la frase «potrebbe essere un regolamento di conti lavato col sangue come accade per queste etnie» senza riportare il resto. C’è da chiedersi se chi ha firmato abbia letto tutto il resto del testo, che procede con un passo diverso e che può indirizzare verso il refuso e non certo - date le considerazioni successive - al razzismo. Detto questo resta solo comprensione verso povera gente senza istruzione che non trova alternative al mercato della criminalità ma solo, spesso, obiettivamente scarsi mezzi e solidarietà poco concreta e che non l’aiuta a migliorare.
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