Italia
Il dna della madre nel lenzuolo in cui era il neonato
Le eventuali tracce lasciate dal parto potrebbero condurre verso la soluzione. Intanto, non si trascura alcuna pista
PISA. È il lenzuolo, il lenzuolo in cui era avvolto il piccolo un elemento importante per cercare di risalire alla madre. Quel panno in cui, dopo il parto, il neonato è stato avvolto e dopo neanche un'ora consegnato da un uomo fra i 40 e 50 anni nella mani di un volontario della Pubblica Assistenza potrebbe aprire uno scenario nuovo nelle indagini.
Il dna della madre. In quel lenzuolo, lasciato dal cordone ombelicale o dal neonato se non fosse stato pulito, potrebbe esserci il dna della madre. Gli investigatori sono chiusi a riccio e dai carabinieri non trapela nulla: ma, sicuramente, si è lavorato e si sta lavorando su tutti gli elementi in possesso. Ed il lenzuolo è l’unico oggetto in mano agli investigatori, l’unico indizio che sarà stato esaminato a fondo per cercare di fare un passo avanti in un’inchiesta difficilissima.
Certamente, quelle eventuali tracce lasciate dopo il parto non dicono il nome e il cognome della donna che ha messo al mondo il piccolo fra l'una di notte e le due di venerdì scorso. Ma potrebbero essere determinanti. Nel caso in cui una donna si fosse presentata in un ambulatorio con sintomatologie da post-parto, o qualcuno abbia richiesto in una farmacia medicine per curare un'eventuale emorragia l'indagine potrebbe imboccare una strada ben precisa: a quel punto se il dna della donna che ha chiesto di essere curata dovesse combaciare col dna trovato nel lenzuolo, il caso sarebbe risolto.
Ricerca a tappeto. Il comando provinciale dei carabinieri sta battendo a tappeto tutte le farmacie del territorio pisano, ha coinvolto le Asl toscane affinché segnalino richieste di cure o assistenza che giungono da donne che hanno partorito. Una ricerca delicata in cui questi primi giorni sono importanti.
Nel caso in cui la madre avesse avuto un’emorragia, la cura dovrebbe essere in una struttura ospedaliera: ma attualmente non si registrano casi del genere e sono trascorsi già tre giorni.
Si punta su Pisa. Dopo solo un’ora dal parto, un uomo consegnava il piccolo alla Pubblica Assistenza di via Bargagna. Un tempo così breve per cui s’ipotizza che il parto sia avvenuto in città o nelle immediate vicinanze.
E se l’uomo era solo? Chi ha consegnato il neonato è un uomo adulto. Che indossava il casco. Lo ha detto il volontario dell’Assistenza e lo conferma il video della telecamera di sorveglianza. Ma non si vede l’immagine di quando l’uomo scende dallo scooter. Nel caso fosse giunto con uno scooter (perché questo fa pensare il casco) doveva essere in compagnia di una persona che teneva in braccio il piccolo. E perché non lo ha consegnato quest’ultimo? Questo interrogativo, ne pone un altro. Se non si vede l’uomo col casco scendere di moto, potrebbe anche essere giunto in macchina da solo col piccolo sul sedile. Quindi, si mette il casco per travisare il suo volto e s’incammina verso l’ingresso della Pubblica Assistenza.
Al vaglio tutte le ipotesi. I carabinieri che conducono l’inchiesta, coordinati dal pm Paola Rizzo, non escludono alcuna pista. S’indaga nel mondo della prostituzione come in quello della tossicodipenza.
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