Il Tirreno

Pisa

Caro-benzina record oltre quota 2 euro Come risparmiare

di Antonio Saggese
Caro-benzina record oltre quota 2 euro Come risparmiare

Il prezzo può oscillare notevolmente a seconda del marchio e del distributore con riduzione fino a 3 euro su un pieno

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PISA. Pisa non fa eccezioni al caro-benzina che fa della Toscana la maglia nera in Italia. E anche qui è stata superata la soglia record dei due euro a litro. Ma i prezzi continuano ad essere molto differenziati e con un po’ di attenzione si può risparmiare non poco. Nonostante la situazione allarmante, il prezzo del carburante a Pisa non è cresciuto molto rispetto alle scorse settimane ed è ancora possibile trovare la benzina sotto 1,9 centesimi al litro. I prezzi riportati nella tabella si riferiscono alla giornata di ieri.

Per risparmiare occorre intanto scegliere la modalità self-service o rifornirsi quando il distributore ha già chiuso. In molti casi però non c'è distinzione di prezzo tra modalità automatica e il servizio alla pompa del gestore.

Ad eccezione dell'impianto autostradale di Castagnolo Est (dove si tocca il tetto record 2,020 euro a litro ) sul territorio pisano il limite dei 2 euro è stato superato solo in un caso, ma la soglia d'allarme non è lontana in molti casi. Conviene dunque fare attenzione, perché anche pochi centesimi in meno possono aiutare. In città infatti il prezzo può oscillare sensibilmente passando da 1,949 a 1,870 per litro per un risparmio di 3 euro su un pieno di 50 litri. Facendo poi benzina in città invece che in autostrada si può risparmiare fino a 8 euro.

Il consiglio è sempre quello di ricercare il distributore più economico e calcolare la soluzione più vantaggiosa.

La convenienza maggiore viene dai distributori no logo che in un momento particolare come questo appaiono la soluzione più convincente.

Situazione critica non solo per i consumatori ma anche per i gestori che in seguito all'impennata dei prezzi hanno subito un calo dell'erogazione di carburante.

«I benzinai non hanno un guadagno proporzionale al prezzo - spiega Adriano Rapaioli , coordinatore della Faib Confesercenti - La loro redditività si basa sui litri venduti e non sul prezzo di ogni litro. Aumentando il prezzo i litri erogati diminuiscono e i guadagni sono sempre più bassi. Molti di loro hanno dovuto disdire il contratto con la compagnia petrolifera».

La situazione in Toscana è penalizzata rispetto al resto di Italia per l'effetto dell'addizionale sulla benzina introdotta a inizio anno per far fronte all'alluvione che ha colpito la provincia di Massa Carrara.

«In Toscana quest'anno la tassa regionale è aumentata di 6,1 centesimi al litro - continua Rapaioli - e in Italia subiamo già un' imposizione fiscale tra le più alte d'Europa. Sul prezzo finale della benzina oltre un euro è rappresentato da tasse. La migliore soluzione sembra esser stata quella dell' ex governo Prodi con le accise mobili. Un meccanismo tramite il quale se il prezzo del petrolio sale e quindi salgono le entrate dello stato (Iva) le accise possono essere ridotte senza compromettere il bilancio statale. Il prezzo sul greggio potrebbe ancora aumentare e potremmo andare incontro ad ulteriori impennate. C'è bisogno di un'azione urgente e concreta del governo».

Ma su Pisa Rapaioli tranquillizza : «Pur considerato il particolare periodo di tensione dei prezzi, a Pisa non c’è da fare allarmismo. Siamo un'eccezione positiva rispetto al panorama regionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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