Il presidio
«Ora vogliamo i fatti» via Cariola dice basta Il corteo della rabbia
Manifestazione dei residenti fino al palazzo del Comune L’assessore: se non avremo risposte andremo a Roma
PISA. «Basta promesse, vogliamo i fatti». Con questo slogan gli abitanti di via Cariola e Carrareccia, strade che corrono accanto all’aeroporto Galilei, ieri pomeriggio hanno portato nel centro cittadino la loro protesta. Un corteo rumoroso di una trentina di persone con striscioni e magliette, con cori sul problema dell’inquinamento nella loro zona, è partito dall’aeroporto e, passando prima dalla stazione e poi da Corso Italia, si è diretto al palazzo del Comune. Uomini, donne, ma anche anziani e bambini, hanno sfidato il caldo afoso per chiedere risposte concrete.
«Vogliamo sia chiaro che questa non è una manifestazione politica - dice Paolo Bonaguidi, uno dei residenti - avevamo già deciso questa iniziativa prima che in Comune venisse bocciata la mozione presentata dal Pdl. Ma abbiamo bisogno di risposte perché così non si può continuare». Le 44 abitazioni di via Cariola e Carrareccia sono strette tra i confini dell’aeroporto, i parcheggi e la Fi-Pi-Li. I residenti dicono di non poterne più dei rumori assordanti e del cattivo odore di cherosene. «I nostri figli non hanno la libertà di giocare fuori - spiega una signora - l’inquinamento è al cento per cento e, casualmente, l’incidenza dei tumori in queste strade è altissima». Sui cartelli dei manifestanti tanti slogan, tutti riferiti proprio all’inquinamento ed ai pericoli per la salute: “Aiuto non respiro”, “Danger Zone” e “Galileo disse... eppur si muore”. C’è chi punta il dito senza paura: “Il cherosene ci aumenta le pene ma alla Sat le tasche piene”.
«È l'aeroporto che è venuto in casa nostra - dice Giorgio Bellagamba - abitiamo qui da cinquant’anni ed io ho subìto tre interventi al cuore. Ora basta, siamo al limite della sopportazione». I residenti delle due vie adiacenti alle piste chiedono che venga attuata la tanto attesa e più volte annunciata “delocalizzazione”.
A ricevere i manifestanti in Comune l’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri: «Il progetto di delocalizzazione delle abitazioni di via Cariola è nato nell’autunno del 2010. Il Comune, con la Provincia, la Regione, la Sat, il ministero dei Trasporti e quello della Difesa avevano investito circa 20 milioni di euro, ma ad oggi è tutto bloccato. Una cosa è chiara: è lo Stato il soggetto che deve farsi carico in primo luogo dei problemi relativi alla zona, che è demaniale. Il solo modo per risolvere la situazione è un’ assunzione di responsabilità da parte del governo». Riguardo alle stime degli immobili fatte dall’Agenzia del territorio, continua Cerri, «noi conosciamo il valore complessivo, ma non il valore di ogni singolo edificio. Chiederemo al ministero che questi dati vengano comunicati ai residenti com’è giusto che sia. Chiederemo inoltre che venga riattivato il tavolo d’intesa, aperto dall’allora ministro Matteoli, per una risoluzione di questa situazione incresciosa. Se non dovessimo avere risposte significative da parte del governo invieremo una delegazione a Roma, con in testa il sindaco Filippeschi e con i cittadini, premendo perché si ponga fine alle sofferenze di 44 famiglie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
