L'impronta accusa: un tunisino avrebbe violentato la ragazza
Il fatto venne denunciato dalla vittima e ora ci sono riscontri. L'uomo era entrato nella casa di Porta a Lucca per rubare
A inchiodarlo è un'impronta. L'impronta digitale della mano sinistra del ragazzo tunisino è stata infatti trovata sulla maniglia della porta della stanza della ragazza che ha denunciato di essere stata violentata da uno sconosciuto, un ladro acrobata la notte del 13 luglio scorso in un appartamento di Porta a Lucca. Due notti dopo, sempre a Porta a Lucca, proprio mentre scavalca la recinzione di un palazzo in cui sono appena avvenuti due furti, viene arrestato da una pattuglia della polizia di passaggio Karim Nefzi, 21 anni, clandestino, senza casa, senza famiglia, senza lavoro, arrivato in Italia come tanti altri e ingoiato dal circuito della criminalità.
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