Il Tirreno

Pisa

Incrocio di S. Piero, soluzione fantasma

di Francesco Loi
Incrocio di S. Piero, soluzione fantasma

La proprietà è dell’Anas, la gestione della Salt: i due soggetti non firmano la convenzione e il progetto resta nel cassetto

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PISA. Un altro incidente, della purtroppo lunga serie, si è verificato giusto nella notte di sabato scorso. Per estrarre dall’auto il conducente sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Per fortuna non ci sono state serie conseguenze fisiche, ma questo non cambia la sostanza: quell’incrocio a San Piero a Grado, alla fine del “braccetto” che conduce alla superstrada, è un punto troppo pericoloso. E poi è un problema che si trascina da anni senza che nessuno abbia mai fatto qualcosa.

Alla base del mancato intervento un groviglio di competenze (tra Anas e società autostradale Salt) in cui diventa impossibile, per ora, trovare il bandolo della matassa. La manifestazione di protesta di oggi allo svincolo di San Piero, di cui parliamo a fianco, non è la prima. E rischia seriamente di non essere l’ultima.

Le istituzioni locali, Provincia e Comune, sono state un anno fa al Compartimento di Anas Toscana per chiedere lumi. C’erano gli assessori alla mobilità Gabriele Santoni e David Gay, oltre che il dirigente del settore viabilità della Provincia, Dario Bellini. Risultato dell’incontro? Niente, come si può vedere. L’Anas, soggetto proprietario di quel tratto stradale e dell’incrocio, non si è mossa. Eppure sarebbe già pronto un progetto preliminare realizzato dai tecnici della Salt: la soluzione tecnica per ridurre la pericolosità è una rotatoria classica, per un costo intorno ai 500mila euro. Anche questo però non ha sbloccato la situazione.

Peraltro le relazioni tra Anas e Salt non sono granchè definite. Se l’Anas ha la proprietà, Salt ha la gestione della “bretella” che sbuca da autostrada e superstrada. Da tempo esiste una convenzione che mira a disciplinare in modo puntuale i rapporti tra Anas e Salt, ma questo atto non è mai stato sottoscritto.

L’incrocio dunque resta lì con tutti i suoi problemi, mentre l’assessore comunale Gay sta cercando di riportare la questione all’attenzione dei palazzi romani. Le istituzioni pisane si sentono con le mani legate. Nei corridoi si commenta amaramente: «Basta vedere la differenza cinquecento metri più avanti: sul viale D’Annunzio, dove c’era un altro incrocio con notevoli problematiche, ora si trova una rotatoria funzionale. Quando si parla di eliminare le Province, oltre al discorso sulle funzioni mantenute o tolte, bisognerebbe ragionare soprattutto su quello che significa togliere una vera rappresentatività ai territori: un conto è avere referenti diretti, altrimenti tutto, come si nota, diventa più complicato».

Tra l’altro, un anno fa era stato il circolo del Pd di Porta a Mare, La Vettola e San Piero a commissionare uno studio per realizzare al posto dell’incrocio una rotatoria a geometria planimetrica di tipo circolare, con diametro esterno di 55 metri e interno di 35 metri. Costo dell’intera opera 251.562 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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